Sabato 14 Gennaio 2006 - Libertà
Fai - La Coccioli in Fondazione
Dipinti a palazzo: quante "perle" custodite a Piacenza
Alla scoperta dell'architettura dipinta tra '600 e '700 nei palazzi e nelle chiese piacentine, per dimostrare ancora una volta quanto sia nel giusto chi sostiene che il punto di forza dell'Italia sta nel suo essere un ricchissimo museo diffuso, dove anche un capoluogo di provincia può raccontare una storia culturale importante. Merito del Fai (Fondo per l'Ambiente Italiano) di Piacenza avere privilegiato per il primo appuntamento del 2006, ieri pomeriggio alla Fondazione di Piacenza e Vigevano, proprio l'arte che si trova nella nostra città, che si può conoscere senza andare tanto lontano.
La conferenza di Anna Cocciòli Mastroviti, docente di storia dell'architettura all'università di Parma e delegata del Fai di Piacenza, si è mossa cronologicamente dalla fine del '600, con le invenzioni scenografiche di Ferdinando Galli Bibiena, fino al 1760-61, con la volta ariosa e leggera della chiesa di san Vincenzo affrescata dal quadraturista Felice Biella e dal figurista Federico Ferrario. L'edificio religioso di via Scalabrini è stato definito da Anna Cocciòli Mastroviti «episodio di grandissima importanza» sia nell'ambito della decorazione che delle soluzioni architettoniche, «un cantiere straordinario» e una vera «antologia della pittura dal '600 in avanti». La relatrice ha mostrato al pubblico foto recenti dei dipinti, che hanno rivelato senza bisogno di parole la colpevole trascuratezza con la quale Piacenza ha chiuso gli occhi per 30 anni di fronte al progressivo danneggiarsi di testimonianze artistiche così rilevanti e che solo ora verranno recuperate. Il percorso è entrato all'interno di: Palazzo Farnese, Oratorio di San Cristoforo, Santa Maria di Campagna, Palazzo Costa, Palazzo Gozzani di Treville a Casale Monferrato, Palazzo Cavazzi della Somaglia, Oratorio di san Giorgino, Palazzo Scotti di Vigoleno, Palazzo Bertamini Lucca a Fiorenzuola, Palazzo dei conti Porto a Vicenza, Castello Leoni a Lisignano, Santa Teresa, Santa Chiara, San Giovanni in Canale e Santa Margherita (auditorium della Fondazione), per concludersi in San Vincenzo, la chiesa dei teatini «che insieme ai gesuiti hanno avuto un prioritario ruolo culturale, veicolando una serie di artisti sui quali si potrà ancora dire molto». In apertura dell'incontro, Domenico Ferrari, capo delegazione Fai di Piacenza, ha ricordato le prossime iniziative del sodalizio, tra cui la conferenza di Anna Cocciòli Mastroviti venerdì 3 febbraio alle 17 in Fondazione sulla villa tra barocco e neoclassico e la visita guidata giovedì 16 febbraio alle 16 all'ex monastero di Santa Maria della Neve, sede del Politecnico.
Anna Anselmi