Giovedì 5 Gennaio 2006 - Libertà
Filo, cambio al vertice: arriva la Chittofrati
Prima donna presidente nella storia del sodalizio, succede a Davide Cetti
PIACENZA - Cambio al vertice della Filo. Come programmato a suo tempo quando fu eletto due anni e mezzo fa il nuovo consiglio direttivo, il testimone della presidenza della Società Filodrammatica Piacentina passa ora da Davide Cetti a Vittorina Chittofrati, che diventa così la prima donna presidente dalla nascita del sodalizio, nel 1825. Per effetto del rimpasto avvenuto nei giorni scorsi un'altra donna assume il ruolo di vicepresidente, Laura Scaglioni. Cetti rimane in Consiglio con l'incarico di responsabile dei rapporti finanziari, mentre segretaria sarà Lorenza Gregorutti. Conserva il ruolo di direttore artistico Enrico Marcotti.
Cetti era in carica dal '94. «Un cambio programmato a suo tempo», dice il presidente uscente, che traccia un bilancio positivo del suo lungo mandato. «Sono soddisfatto del mio lavoro. Credo che in questi 11 anni la Filo sia molto cresciuta sotto la spinta di nuovi programmi e nuove professionalità che hanno condiviso il nostro progetto di un teatro d'arte. Nel 2002 una nostra produzione, Il ventaglio di Goldoni all'ex Centrale Enel, ha portato il regista Stefano Tomassini al Premio della Critica: era la prima volta che un sodalizio non professionistico, la Filo, veniva citato nella motivazione di un premio professionistico così prestigioso. Tra le altre cose che potrei ricordare mi preme rivendicare la convenzione con il Comune per l'utilizzo dei locali di via San Siro e quindi la definitiva sistemazione dei rapporti con l'ente locale. Ma certamente senza il nostro decisivo intervento per trovare lo sponsor, nella fattispecie la Fondazione di Piacenza e Vigevano, probabilmente anche il recupero del Teatro dei Filodrammatici sarebbe ancora da fare. Abbiamo coltivato anche la politica dei giovani con spettacoli di qualità. Oggi ci ritroviamo attivati ben quattro corsi, di cui tre triennali, che riguardano ragazzi di scuole medie e superiori (con allievi provenienti anche da Parma, Pavia, Stradella e Voghera) e adulti, per un totale di circa settanta iscritti, con produzioni di livello e un interesse per la cultura del teatro sempre crescente. Ma soprattutto - prosegue Cetti - tanti, emergenti o di nome sono i professionisti che in stage, corsi e laboratori hanno lavorato con la Filo firmando anche regie: da Antonio Zanoletti a Humberto Brevilheri, da Mariangela Granelli a Carmelo Rifici, da Massimiliano Civica a Lorenzo Loris fino a Giovanna Bozzolo e Mario Mascitelli che collabora con noi stabilmente».
Nel 2003 è stata restaurata ad uso teatrale la tavernetta della Filo che ha assunto il nome di Sala delle Muse. «Ed è uno spazio che oltre ad essere il nostro teatro ha creato interesse in tutta la città - dice Cetti - tanto che altre associazioni hanno chiesto di poterlo utilizzare per manifestazioni e iniziative culturali. Da ultimo mi piace sottolineare anche l'ospitalità data alla Tampa Lirica che da qualche anno ha trovato sede qui da noi e con la quale i rapporti sono ottimi».
Ora il testimone passa a Vittorina Chittofrati, proprio in piena preaprazione della mostra sui 180° della Filo che chiuderà l'anno di celebrazioni alla Galleria Ricci Oddi.
La Chittofrati è entrata alla Filo negli anni Sessanta come socia sostenitrice. Quasi vent'anni dietro le quinte prima di affrontare anche il palcoscenico. Ha alle spalle una quindician di parteicpazioni a spettacoli in lingua e in dialetto. In Consiglio direttivo dagli anni Ottanta, ha ricoperto in passato le cariche di organizzatrice delle attività sociali, direttore artistico ed ora vicepresidente.
Organizzatrice della rassegna di teatro dialettale al Teatro Smeraldo per diversi anni è stata tra gli artefici dell'isitituzione delle scuole di teatro alla Filo dirette da Maura Molteni e Romano Usai. «L'impegno ora - dice la neopresidente - è quello di dare continuità al lavoro intrapreso in questi anni dal dottor Cetti che ha avuto il merito, varando progetti teatrali dui grande respisro, di creare grande attenzione attorno al nostro sodalizio anche fuori dai confini provinciali. Per questo stiamo facendo un duro lavoro di formazione rivolto ai giovani e giovanissimi che hanno grande sete di teatro e rappresentano il nostro domani».
d.m.