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Venerdì 6 Gennaio 2006 - Libertà

Adriana e il Brecht che non ti aspetti

Municipale - Stasera la grande attrice nel recital che comprende anche brani di Weill noti e meno noti
Ferrara e Nidi: la Asti voce giusta per un poeta dell'anima

PIACENZA - «Una cavalcata tra poesia, musica, teatro e canzoni»: è lo spettacolo Jadasmeerstblau che Adriana Asti porterà in scena, con la regia del marito Giorgio Ferrara e l'Ensemble dell'Orchestra Toscanini diretto da Alessandro Nidi, questa sera alle 21 al Teatro Municipale.
Il recital è stato presentato ieri al Ridotto del Municipale in un incontro al quale sono intervenuti: Adriana Asti, Giorgio Ferrara, Alessandro Nidi, l'assessore comunale ai teatri Giovanna Calciati, il sovrintendente della Fondazione Toscanini Gianni Baratta e Cristina Ferrari, direttore delle produzioni liriche della "Toscanini".
Giorgio Ferrara, che è anche direttore dell'Istituto italiano di cultura di Parigi, ha evidenziato «la qualità estrema e il buonissimo gusto di questo collage», dove gli elementi principali sono i testi di Bertolt Brecht (tradotti in italiano) e la musica di Kurt Weill. Autori che in Italia si sono imparati a conoscere soprattutto nella lettura proposta dal Piccolo Teatro di Giorgio Strehler, ma la mise en espace che debutterà stasera a Piacenza sarà - ha annunciato Ferrara - molto diversa dall'immagine consolidata di Brecht, «considerato sempre un autore impegnato, un po' punitivo, severo, le cui opere hanno un carattere cupo e duro. Per la prima volta il pubblico - ha spiegato il regista - potrà capire che Brecht non era solo un autore politico, ma anche un poeta dei sentimenti, un poeta dell'anima».
Al centro dello spettacolo, il monologo La moglie ebrea da Terrore e miseria del Terzo Reich: «É un pezzo di teatro clamoroso, però anche in questo caso il tema è trattato alla lontana. Sembra un po' La voce umana di Cocteau (assistiamo infatti a una serie di telefonate di Judith, moglie ebrea di un medico ariano nella Germania nazista, ndr)».
Tra i brani musicali, alcune canzoni molto note, ma anche altre pochissimo eseguite tratte da Happy end. Alessandro Nidi ha accennato al suo incontro con Adriana Asti, avvenuto tre anni fa. «Nello spettacolo Stramilano Adriana, sia pure inconsapevolmente, interpretava Via Broletto di Sergio Endrigo in modo tale che sembrava una canzone di Weill e di Brecht. È stato allora che abbiamo pensato a un programma anche musicalmente più impegnativo. Da vent'anni volevo fare Weill e sono contento di esserci riuscito con la voce che più mi sembra adatta e vicina all'originale di Weill».
Adriana Asti, tra le attrici più camaleontiche della scena italiana, nel suo vasto repertorio aveva recitato Brecht solo nell'Arturo Ui a Torino per la regia di Gianfranco De Bosio. Un altro appuntamento per poco era saltato: «Una ventina di anni fa avrei dovuto portare in scena Terrore e miseria del Terzo Reich al Teatro Argentina di Roma, ma poi non venne rappresentato».
Il monologo tratto da quell'opera brechtiana è ora il cuore del recital di stasera, durante il quale si ascolterà anche un brano solo orchestrale, la suite da L'opera da tre soldi, anticipazione concentrata dei motivi che compariranno nei pezzi successivi. Nidi ha sottolineato come Adriana Asti riesca «sempre a far capire le parole delle canzoni, cantando e recitando senza differenza di timbro».
Il compositore e direttore d'orchestra ha infine accennato ai suoi riferimenti musicali: «Sono legati alla tradizione tedesca, soprattutto al lavoro di Lotte Lenya, moglie di Weill, più che alle interpretazioni che si ascoltano di solito in Italia, dove si ha la tendenza in genere a urlare questo repertorio».
Per la sua particolarità di essere uno spettacolo sia di musica che di teatro di prosa, gli abbonati della stagione di Teatro Gioco Vita potranno acquistare il biglietto di platea al costo di 10 euro (anziché 20 euro), quello di galleria numerata al costo di 8 euro (anziché 15), presentando in biglietteria la tessera di abbonamento di Tre per te (Prosa, Altri Percorsi e Teatro Danza).

Anna Anselmi

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