Giovedì 5 Gennaio 2006 - Libertà
Domani la Asti nello spettacolo con l'Orchestra
"Toscanini" diretta da Nidi
Ferrara: l'attualità di Brecht-Weill
«Dirigere Adriana è bellissimo. E' intelligente e coraggiosa»
PIACENZA - Anche se nel giornalismo accade spesso di raccogliere risposte artefatte o "di facciata", qualche volta capita di captare l'autenticità delle persone. Ciò che si percepisce, parlando con l'attrice Adriana Asti e con il marito regista Giorgio Ferrara, è una reale vivacità di intelligenza, talento e coraggio, che li lega da molti anni come coppia nella vita e nella professione con la stessa passione degli inizi.
Tutto questo li ha portati a mettere in scena l'ennesimo progetto teatrale, che il pubblico potrà vedere domani alle 21 al Teatro Municipale di Piacenza nel cartellone musicale curato dalla Fondazione Arturo Toscanini (ma alla serata sono stati coinvolti anche gli abbonati della prosa, con un prezzo di favore). L'attrice si esibirà accompagnata dall'Orchestra della Fondazione Arturo Toscanini diretta da Alessandro Nidi. Lo spettacolo s'intitola Jadasmeerstblau... e ripercorre le vicende di un ambiente teatrale caratterizzato dall'espressionismo, dal cabaret, dal sarcasmo e dalla satira conseguenti al clima di tragica disillusione che avrebbe portato di lì a poco la Germania verso gli orrori del nazionalsocialismo. Il tutto basato sulle musiche di Kurt Weill e sulle liriche di Bertolt Brecht. «Un autore - dice il regista Ferrara - che non solo ha trattato temi politici, ancora molto attuali, ma anche l'amore, una poetica del sentimento».
Con quale ottica avete compiuto la scelta dei brani per lo spettacolo?
«Abbiamo scelto, prima di tutto, le canzoni. Nella prima parte dello spettacolo, ad esempio, i brani sono tratti da Happy end, un'opera meno conosciuta ma che contiene canzoni molto famose come Surabaya Jonny e Bilbao song. In realtà, ci siamo riconosciuti attraverso la scelta di Adriana, reduce dal successo di Stramilano, in cui le canzoni raccontavano un mondo nostalgico, con emozione. In qualche modo, per Jadasmeerstblau... abbiamo avuto lo stesso approccio. C'è sempre questo filo di memoria e di ricordo. Io credo sia sempre meglio che i brani li scelga l'attore, è lui che deve sentirli».
Sappiamo che lo spettacolo andrà in tournée.
«Il progetto c'è. Gireremo con un apparato orchestrale, quindi si tratta di approdare nei teatri giusti. Adriana è felice di lavorare con un ensemble prestigioso come la "Toscanini". Tutto è nato a Parigi. A Parigi nascono sempre le idee migliori. In quell'occasione, ho lavorato con Baratta (il sovrintendente della Fondazione Toscanini, ndr) per una splendida serata all'Unesco. Ne abbiamo parlato e abbiamo deciso di fare questo spettacolo, il primo nel cinquantenario della morte di Brecht».
Immaginiamo che il rapporto tra lei e Adriana Asti consolidi anche le vostre scelte professionali, visto il successo dei molti lavori fatti insieme.
«Io e Adriana siamo ormai una coppia collaudata. Siamo sposati da 25 anni, ci conosciamo da 35. Abbiamo messo in cantiere tante cose, tra film e spettacoli. Del resto, lavorare con Adriana è bellissimo perché lei, prima di essere un'attrice, è una donna intelligente e coraggiosa».
Lei dirige l'Istituto italiano di cultura a Parigi, dove risiede. Come vede, da lì, il panorama culturale italiano?
«Io trovo che la situazione italiana sia la stessa in ogni paese del mondo. La cultura è ovunque considerata un fanalino di coda. Le lamentele sono sempre noiose. Quando le idee ci sono, poi le cose si fanno, magari senza dover spendere troppo. Io vedo che in Francia il 90% dei teatri sono privati e sono finanziati dal pubblico che viene e paga, senza abbonamenti. In questo senso, ci vorrebbe una legislazione che impedisse il finanziamento a pioggia dello stato. In Italia abbiamo spettacoli orribili che stanno su sei mesi, mentre cose interessanti non hanno che qualche replica. E tante volte mi è capitato di vedere teatri pieni "su carta", in realtà vuoti. Questo dovrebbe cambiare».
Eleonora Bagarotti