Lunedì 2 Gennaio 2006 - Libertà
Ignitor, Coppi e il nucleare
Il direttore risponde
Egregio direttore,
«io voto contro il nucleare perché, proprio con il petrolio che scarseggerà sempre di più, vogliono costruire delle centrali che ne consumano così tanto!». Così - questo affermo perché lo udii di persona - disse una signora di Piacenza all'epoca di quel referendum. Ritengo ogni commento superfluo. Per questo motivo, dopo aver ascoltato la conferenza che il professor Coppi ha recentemente tenuto alla Fondazione di Piacenza e Vigevano sul progetto Ignitor, ho letto con molto interesse - e soddisfazione - l'articolo-intervista di Luigi Galli al giovane ingegnere Filippo Scotti, pubblicato dal nostro quotidiano pochi giorni or sono: è veramente giunta l'ora di fare chiarezza sul possibile impiego della fusione nucleare per scopi pacifici, il quale elargirebbe finalmente all'uomo energia pulita e praticamente illimitata.
Certamente, io non ritengo che la decisione di avviare a Caorso il progetto Ignitor debba essere di persone aventi un solo credo politico: ma credo fermamente che tale decisione debba essere affidata a persone di ogni credo politico, ma che siano - tutte - veri esperti in materia.
Non so, infatti, se sia più incosciente o, semplicemente, soltanto più ridicolo che in tale decisione, così come in ogni decisione su questo argomento, debbano aver voce in capitolo persone che nulla sanno di problematiche così specifiche, le quali richiedono una profonda conoscenza della fisica e di altre discipline scientifiche.
Ritornando al nostro giovane ingegner Scotti, a lui vanno i miei sinceri auguri e, ne sono certo, anche gli auguri di ogni persona - piacentina e non - che solo abbia un poco di buon senso.
Gianrico Biondi
(ingegnere)
Piacenza
Apriamo il 2006 con uno dei problemi cruciali del nostro tempo, quello energetico. Proprio in questi giorni si combatte la "guerra" energetica tra Russia e Ucraina e anche noi rischiamo di esserne coinvolti con la minacciata riduzione del gas che arriva da quelle terre. Siamo dipendenti dall'energia, soprattutto dal petrolio che non abbiamo e che dobbiamo importare. In tutti questi anni, dopo il referendum che in Italia ha abolito il nucleare poco è stato fatto per sviluppare energie pulite e alternative. Così ci ritroviamo a dover fare i conti con il caro-petrolio che incide sempre di più sulla nostra vita di tutti i giorni. Considero dunque l'invito dell'ingegner Biondi giusto: facciamo chiarezza sul possibile impiego della fusione nucleare per avere energia pulita. Buon inizio d'anno, cari lettori. Questa rubrica, per qualche giorno, va in vacanza.
Gaetano Rizzuto
Gateano Rizzuto