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Mercoledì 14 Dicembre 2005 - Libertą

Municipale - La serata a cura della Banca nazionale del lavoro con ospite d'onore il cantante argentino e altre ottime voci

Josč Cura, preziosi acuti per la solidarietą
Notte lirica per Telethon con Albanese, Chiuri, Yang e Antonucci

Piacenza - Al Municipale č andato in scena il «Concerto per Telethon», l'associazione per la ricerca contro la distrofia e le malattie genetiche. Impegnati nel successo dell'iniziativa a scopo benefico-umanitario la Banca Nazionale del Lavoro, che coordina le manifestazioni legate alla maratona televisiva da sempre, la Fondazione di Piacenza e Vigevano, e per la parte organizzativa l'Aministrazione Comunale e la Fondazione Toscanini, oltre ad una schiera di enti e aziende patrocinanti.

Chiamati per l'occasione giovani eccellenti artisti in un programma di sicuro interesse musicale a far da ala all'ospite d'onore, il maestro Josč Cura, compositore, direttore d'orchestra e tenore fra i pił acclamati del momento, festeggiatissimo dal pubblico all'entrata in sala.
Con tanta premessa č imbarazzante dover riferire della inedeguata partecipazione del pubblico piacentino che ha mancato un appuntamento di solidarietą e di sicuro valore musicale. E l'imbarazzo si č notato anche fra i presenti a contarsi cosģ poco numerosi e a chiedersi quali le ragioni di tanta assenza (forse i tanti appuntamenti sovrapposti?). Roberto Mori ha fatto da conduttore della serata presentando i vari protagonisti del recital, a cominciare dal giovane pianista Giuseppe Albanese che ha aperto con una intensa interpretazione di Reminiscence de Norma di Franz Liszt. Diplomato a soli 17 anni al Conservatorio di Pesaro, Giuseppe Albanese, negli anni successivi di perfezionamento, si č affermato in prestigiosi concorsi nazionali e internazionali, iniziando una prodigiosa carriera di solista nei pił importanti teatri italiani e a Salisburgo (Mozarteum), Il Cairo, Messico City e New York. Numerose le registrazioni discografiche con Agora, Frame e Jerusalem Music Center.
Confidava prima di entrare in scena: «In terza media vinsi un concorso Telethon per un tema. Sono felice ora di poter contribuire con il mio lavoro all'opera dell'associazione».
Interpretazione di robusto pianismo quella di Albanese in un crescendo di drammaticitą, magistralmente controllato. Liszt ha composto un ricco repertorio di fantasie ispirate a motivi d'opera, da Rossini, Donizetti, Wagner, Verdi, ricche di variazioni sorprendenti che Albanese ha interpretato e reso entusiasmando il pubblico. Accompagnata al pianoforte dal maestro Vito Lombardi, il soprano Lucia Yang ha esordito in Io son l'umile ancella da Adriana Lecouvreur di Cilea. Originaria della Corea del Sud, ha completato gli studi musicali in Italia, affermandosi in importanti concorsi. Numerosi i debutti in Italia e in Corea. Interprete sensibile Lucia Yang si č poi impegnata in Vissi d'arte da Tosca, dando il meglio nella struggente Tu, piccolo Iddio da Butterfly.
Annamaria Chiuri si č presentata agguerritissima in Condotta ell'era in ceppi, una pagina cupa di Verdi dal Trovatore. Diplomata al Conservatorio di Parma, la Chiuri ha debuttato in ruoli verdiani particolarmente adatti alla sua voce dagli accenti scuri, d'una dramaticitą naturale. Altrettanta estensione vocale le consente accenti romantici come in Vorrei di Tosti, per tornare a Carmen con Habanera.
Felice di contribuire all'iniziativa di Telethon, Annamaria Chiuri, che nel frattempo č diventata piacentina per matrimonio, si č sicuramente meritata di tornare a cantar l'opera al teatro patrio. Paola Antonucci gli appassionati la ricordano come Ilia in Idomeneo di Mozart, coproduzione dei teatri emiliani. Si č presentata con una canzone di Francesco Paolo Tosti porta con grazia, per poi esibirsi con agilitą e sicurezza in uno dei brani preferiti: Una voce poco fa da Il barbiere di Siviglia, confermando l'ottima tecnica in Il Pipistrello di Strauss. A felicitarsi con gli artisti per la bella riuscita, č salito in palcoscenico il maestro Josč Cura. Con simpatica baldanza ha dato all'incontro un tono amichevole, confidenziale, impegnandosi, accompagnato dal maestro Albanese, in una dolente canzone di Tosti Chanson de l'adieu, scelta dal tenore per un contenuto autobriografico. A seguire un omaggio alla terra Argentina, patria d'origine, con Cancion del carretero e congedo, applauditissimo con un brano di non facile esecuzione di Ottorino Respighi, Nebbia. Impegnatissimo come direttore d'orchestra, Josč Cura, fuori dal palcoscenico alle domande del cronista, rispondeva con un sorriso: «Dirigo, non canto». Ma poi si lasciava sfuggire il prossimo impegno con il Comunale di Bologna in Andrea Chénier.

Gian Carlo Andreoli

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