Venerdì 16 Dicembre 2005 - Libertà
E' morto a 84 anni l'autore di "Metti una sera a cena"
Patroni Griffi, quel regista intellettuale del cambiamento
Roma - Il regista Giuseppe Patroni Griffi è morto ieri mattina nella sua casa romana. Patroni Griffi aveva 84 anni ed era da tempo costretto a letto da una malattia che gli aveva impedito di dirigere le prove di Improvvisamente l'estate scorsa andato in scena in ottobre all'Eliseo di Roma. Il pubblico lo conosceva per lo più come regista di cinema e di teatro. Ma lui, Peppino per gli amici, si considerava soprattutto uno scrittore, perché - diceva - «voglio sentirmi superiore ai registi, loro non sanno scrivere». E scrivere è il vero atto creativo. Così più che per una celebre Tosca in diretta tv, o per le regie di Pirandello (in teatro) e di Addio fratello crudele (sullo schermo) Patroni Griffi (più volte al Municipale di Piacenza con i suoi spettacoli e in Fondazione come ospite) va ricordato per i romanzi e i racconti aspri e appassionati, come Scendeva giù per Toledo o La morte della bellezza; e naturalmente per quel pugno di commedie nate per la Compagnia dei Giovani, D'amore si muore, Anima nera, Metti una sera a cena, dove brillavano l'intelligenza del tempo e la dolcezza degli affetti, che legavano l'autore ai suoi interpreti.
Era nato il 27 febbraio 1921 a Napoli, figlio di un barone pugliese e una signora napoletana. Già fra il liceo e l'università strinse le amicizie di una vita: con i coetanei Francesco Rosi, Raffaele La Capria, Tommaso Giglio, Maurizio Barendson, Antonio Ghirelli; giovani che subito dopo la Liberazione sarebbero saliti con lui a Roma, diventando presto cineasti, scrittori e giornalisti di grido. A Roma, mentre entra a lavorare alla radio (si chiamava ancora Eiar), Peppino fa altre amicizie: da una parte i nuovi maestri, Luchino Visconti ed Ettore Giannini; dall'altra un gruppo di giovani dotati che frequentava l'Accademia d'Arte Drammatica: Rossella Falk, Mario Ferrero e soprattutto Giorgio De Lullo, che poi gli presentò Romolo Valli. Insieme a loro nella scuola fondata 10 anni prima da Silvio d'Amico studiavano tanti altri talenti pronti a sbocciare sui palcoscenici del dopoguerra: Manfredi, Buazzelli, Panelli, Bice Valori, Sbragia. Soprattutto con Valli e De Lullo la sua fame di letteratura si intrecciò e si arricchì dell'amore per il teatro: non che pensasse di diventare attore, e nemmeno regista. No, era allora un appassionato puro, capace di passare tutte le sere a seguire le prove degli amici o a vedere e rivedere le rivoluzionarie regie di Visconti.
Intanto pubblica i primi racconti (Ragazzo di TrasteverE, 1955) e comincia la stesura di una commedia pensata su misura per i suoi amici che hanno formato la Compagnia dei Giovani Valli-Falk-De Lullo-Albani. Nasce così D'amore si muorE (1958), seguita da Anima nera (1960): commedie che come nessun'altra rappresentano gli umori dell'Italia del boom economico. Nel 1965 si lancia nella regia teatrale su invito di Anna Proclemer e Giorgio Albertazzi, che gli affidano la novità postuma di Vitaliano Brancati, La governante. Dalla metà degli anni '60 alterna teatro e cinema, la letteratura e la scrittura di commedie e sceneggiature. È del 1967 Metti una sera a cena, che per due anni riempie i teatri (con la Compagnia dei Giovani) e diventa poi (1969) anche un film. Morti De Lullo e Valli una parabola si chiude. Patroni Griffi continuerà con successo nelle sue regie, ma non riuscirà più a ritrovare l'ispirazione drammaturgica che gli veniva dall'amicizia. L'ultima regia, incompiuta per via della malattia, è per l'amica Rossella Falk, Improvvisamente l'estate scorsa di Tennessee Williams.
Maurizio Giammusso