Mercoledì 7 Dicembre 2005 - Libertà
Un raffinato "matrimonio segreto"
Ciclo opera buffa: in Fondazione selezione dell'opera con belle voci
Piacenza - Un «autentico gioiello»: così il maestro Glauco Cataldo, noto musicista, compositore e direttore d'orchestra, ospite lunedì sera in Fondazione, ha definito Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa (1749-1801), al centro del secondo incontro dedicato a "L'opera buffa al Teatro Municipale", ciclo di conferenze-concerto curato da Tampa Lirica e realizzato in collaborazione con il conservatorio Nicolini, come ha ricordato la presidentessa del circolo filolirico Carla Fontanelli introducendo l'evento.
Rappresentata per la prima volta a Vienna nel 1792, un anno dopo, fa notare il relatore, a Il flauto magico di Mozart, il dramma giocoso in due atti di Cimarosa calcò per l'ultima volta il palcoscenico del Municipale nel 1972, diretta dallo stesso Cataldo (e solo al termine di un silenzio durato oltre 60 anni: la messinscena precedente risaliva infatti al 1911). Sottilmente ironica e gustosamente spassosa, questa frizzante "commedia degli equivoci", pur rifacendosi alle precedenti produzioni italiane di genere, presenta tuttavia interessanti novità da un punto di vista tematico, sia sul piano dell'intreccio, che, dato inusuale, prende origine "a nozze avvenute", sia per quanto concerne la personalità a tutto tondo dei protagonisti, lontani dal rifarsi ai caratteri monocordi della commedia dell'arte (antesignana dell'opera buffa) e per questo immediatamente attuali.
A Cataldo spetta anche il merito di aver riscattato la creazione di Cimarosa, fra gli ultimi esponenti della illustre Scuola napoletana, da alcuni pregiudizi critici da troppo tempo gravanti su quest'opera, e cioé un'orchestrazione che, qualitativamente, non regge il confronto con le geniali e corrispondenti novità sul piano della drammatizzazione, quando invece, secondo il personale parere del maestro, musica e canto procedono strettamente insieme, con una sezione strumentale volta ad enfatizzare se non a rivelare i tratti, le peculiarità, le gioie ed i dolori dei singoli personaggi.
Ad avvalorare la precisa dissertazione di Cataldo, che non ha mancato di scendere nel dettaglio, ripercorrendo, e colorandola di vivaci aneddoti, la vicenda biografica di Cimarosa e quindi le travagliate relazioni amorose cui Il matrimonio segreto dà vita, sono quindi entrati in scena quattro giovani ma già affermati cantanti, interpretando alcune fra le arie ed i duetti più celebri ed in un certo senso "nodali" dell'opera, nell'intenzione di fornire agli astanti un quadro riassuntivo di quest'ultima.
Accompagnati al pianoforte da Donatella Tacchinardi, il tenore Chung Jae Yun, nelle vesti di uno dei protagonisti maschili, Paolino, i soprani Paola Quagliata e Akiko Koga, rispettivamente nei ruoli delle sorelle "rivali" Carolina ed Elisetta ed il mezzosoprano Stefania Ferrari in quello della loro autoritaria zia Fidalma, si sono avvicendati ora esibendosi in veste di solisti ora in affiatati duetti e terzetti, dando prova, oltre che di indubbio talento canoro, anche di notevole presenza scenica: dall'atto I, il duetto della prima scena, fra Paolino e Carolina, Io ti lascio perché uniti, il terzetto della quarta scena fra le tre protagoniste femminili, e, dall'atto II, il terzetto della quarta scena fra Fidalma, Paolino e Carolina.
Infine, le "rispettive" arie: Fidalma-Ferrari È vero che in casa, Carolina-Quagliata Perdonate, Signor mio, Elisetta-Koga Se son vendicata, Jae Yun-Paolino Pria che spunti in ciel l'aurora.
a. gre.