Martedì 29 Novembre 2005 - Libertà
Tre per te - Folto pubblico e calorosi applausi al
Municipale per l'apertura della stagione di Teatro Danza
Taylor Company, il balletto rivoluzionario
Dal barocco Airs al sinistro Dust e l'emozionante Promethean Fire
Piacenza - L'eterno e inarrestabile fluire del movimento alla ricerca dell'armonia assoluta che solo il connubio di corpo e musica può esprimere ha affascinato il numerosissimo pubblico presente l'altra sera al Municipale per l'apertura della stagione dedicata al Teatro Danza nell'ambito del cartellone "Tre per Te" curato da Teatro Gioco Vita. In scena una delle compagnie americane di danza contemporanea più famose e affermate, la Paul Taylor Dance Company, impegnata in un'imperdibile tournée italiana, attraverso la quale propone alcuni dei maggiori successi firmati dal grande Paul Taylor, il rivoluzionario coreografo americano tuttora considerato una leggenda della storia della danza moderna, capace di gettare un ponte di raccordo tra la danza classica e quella contemporanea.
Nella definizione dello stile personalissimo di Paul Taylor si colgono i richiami al suo percorso di formazione che lo ha visto lavorare a fianco dei più grandi nomi della storia della danza del Novecento, da Martha Graham a Doris Humphrey, Josè Limon, Anthony Tudor, George Balanchine e Merce Cunningham.
Tutte queste grandi personalità hanno contribuito a creare il "materiale" dal quale Taylor è partito per definire una direzione di ricerca che è partita dal movimento puro e semplice e si è fatta strada dipingendo quadri nei quali i movimenti quotidiani diventano pura arte.
Le sue creazioni sono dotate di grande respiro e fluidità, il movimento sembra scorrere senza alcuna interruzione e la coreografia si caratterizza con sequenze scattanti, atletiche, quasi primitive, ed altre più armoniche e contemplative. Inoltre, i passi classici vengono rivisitati in una chiave più moderna e il corpo, con le sue mille possibilità di espressione, diventa materiale per costruire sempre nuove creazioni.
Per celebrare il cinquantesimo della fondazione della compagnia, Paul Taylor ha deciso di presentare alcune delle sue più importanti creazioni, dagli anni Cinquanta ad oggi.
Il programma proposto al Municipale ha visto la numerosa compagnia impegnata nell'esecuzione di tre coreografie che hanno colpito per la bellezza delle partiture adottate e per come Taylor è riuscito a illustrarle attraverso il corpo in continuo movimento.
Si è trattato di tre movimenti d'insieme che hanno esaltato le doti fisiche e tecniche dei danzatori e hanno toccato alcuni importanti temi che affliggono l'umanità.
Lo spettacolo si è aperto sulle note barocche di Airs, una coreografia del 1978 su musiche di Händel, nella quale i danzatori vestiti con eterei costumi celesti, hanno dato vita ad armonici movimenti, come se fossero un tutt'uno con l'aria che respiravano. Una creazione che si articola in un eterno fluire che si compone di sequenze scattanti e dinamiche legate ad altre più lente caratterizzate da equilibri e sollevamenti verso l'alto. I ballerini, sempre protesi verso il cielo e con le braccia spesso aperte come ali spiegate, hanno dato vita ad una danza d'amore e di gioia, di musica, silenzio e grande respiro, che ha trasmesso grande serenità.
Al contrario, in Dust è stata ricreata un'atmosfera alquanto misteriosa e sinistra e un senso d'angoscia è stato trasmesso dai danzatori che si muovevano come appesantiti dai dolori del corpo. Sulle note del Concert Champetre per clavicembalo e orchestra di Francis Poulenc, la danza è apparsa concitata e i movimenti sembravano stereotipati come quelli di marionette legate a fili che solo una potenza superiore può muovere. La coreografia si è articolata in movimenti d'insieme che richiamavano rituali segreti e i corpi, nonostante le afflizioni, si lasciavano trascinare in bizzarre e talvolta irriverenti danze.
Particolarmente apprezzata è stata la coreografia più recente di Taylor, Promethean fire, capace di trasmettere un forte impatto emotivo dovuto alla rappresentazione simbolica della lotta fra lo spirito umano e le avversità che lo schiacciano sulle incalzanti note della Toccata e fuga in re minore di Bach.
Una coreografia di grande fisicità, caratterizzata dalla creazione di sculture umane di corpi accatastati che hanno fatto pensare ad una risposta di Taylor alla tragedia dell'11 settembre. In realtà, si tratta di un lavoro che si riferisce in generale alla condizione umana, e che lascia comunque un bagliore di speranza per l'uomo, sempre capace di nuove rinascite.
Uno spettacolo quindi complesso, che ha mostrato un encomiabile lavoro di ricerca e innovazione, sia per quanto riguarda la purezza del movimento che per la precisione ritmica, conquistando il pubblico che alla fine è esploso in un lungo e meritato applauso.
Arianna Belli