Mercoledì 30 Novembre 2005 - Libertà
Il pianista e direttore d'orchestra sarà venerdì sera in Fondazione per una conferenza-concerto
«Così ricordo Benedetti Michelangeli»
Cord Gerben racconta il suo rapporto con il maestro
Piacenza - Nel decennale della scomparsa di Arturo Benedetti Michelangeli, avvenuta a Lugano il 12 giugno del 1995, anche Piacenza si unisce al resto d'Italia nel tributare un doveroso e sentito omaggio all'insuperato pianista di origine bresciana (1920), che, ricordiamo, tenne nella nostra città, a cavallo degli anni '50, ben quattro esclusivi concerti (il 19 novembre del 1945, il 30 dicembre dell'anno successivo e ancora l'11 maggio del '49 al Circolo della Galleria, oltre alla celebre esibizione del 19 ottobre del '52 al Municipale).
Atteso dunque per venerdì alle 21 all'Auditorium della Fondazione di via Sant'Eufemia, uno dei più grandi collaboratori del Maestro, il pianista, direttore d'orchestra e produttore discografico (per la nota etichetta tedesca Deutsche Grammophon) Cord Garben, recentemente anche autore di una apprezzata monografia dedicata alla figura di colui che fu per Garben non solo un collega ma anche un mentore: Arturo Benedetti Michelangeli: in bilico con un genio (ediz. Zecchini, Varese, 2004).
Il sodalizio di Garben con Michelangeli durò sino al '93, anno della brusca rottura sopraggiunta per divergenze artistiche, prima del quale i due musicisti avevano pressoché ininterrottamente lavorato fianco a fianco: ricordiamo, ad onor di cronaca, le prestigiose registrazioni, in cui Garben ricoprì sia il ruolo di produttore che quello di direttore dell'incisione, del Primo Libro dei Preludi di Debussy sino agli ultimi due album di Michelangeli con quattro Concerti di Mozart, nel qual caso Garben prese parte anche in veste di direttore d'orchestra.
Accanto all'autore, insieme al noto musicologo piacentino Francesco Bussi, interverranno Stefano Biosa e Marco Bizzarini del Centro di documentazione "Arturo Benedetti Michelangeli" di Brescia, che da anni mantiene viva la memoria del Maestro, promuovendo, fra le altre iniziative, l'edizione italiana del libro di Garben (tradotto da Lore Seuss). La conferenza in programma si articolerà pertanto in tre momenti: l'intervento di Garben, nella duplice veste di relatore ed esecutore dei brani musicali trattati nel corso della serata, la presentazione del suo libro e, per finire, la proiezione di rarissimi filmati provenienti dall'archivio personale del produttore discografico.
In occasione della sua visita a Piacenza, Corde Garben si è reso disponibile per un'esclusiva intervista a Libertà.
Un libro per non dimenticare Benedetti Michelangeli, ma intrapreso solo a cinque anni dalla morte del Maestro. Come si spiega?
«La brusca interruzione dei nostri rapporti di lavoro non avrebbe garantito l'oggettività del mio punto di vista. Mi sono preso un po' di tempo per trovare la giusta distanza con cui riconsiderare le cose».
Una gestazione durata ben due anni. Il libro è uscito in Germania nel 2002.
«Non sono uno scrittore, sono un musicista! Ho iniziato a lavorare a questo libro più per me stesso che in previsione di una eventuale pubblicazione».
Durante la conferenza-concerto piacentina saranno proiettati filmati rarissimi, provenienti dal suo archivio personale. Solo ritratti d'artista o uno sguarod anche all'uomo Benedetti Michelangeli?
«Quest'ultimo sarà sicuramente l'aspetto più interessante e privilegiato dalla visione: non mentre suona sui grandi palcoscenici, ma mentre mi spiega il suo personale punto di vista riguardo la poetica mozartiana, mentre, a due pianoforti, proviamo due "movimenti" di un Concerto di Mozart. Il filmato prosegue quindi illustrando idealmente il percorso che dallo studio privato conduce all'esibizione in pubblico: Benedetti Michelangeli mentre prova in privato da solo e infine il concerto con l'orchestra in veste di solista».
Nel cd allegato al suo libro ci sono registrazioni inedite sue e di Benedetti Michelangeli. Lì suonate insieme. Si riferiscono all'episodio da lei rievocato?
«Sì, stavamo provando Mozart».
Mozart, Beethoven, Chopin, Debussy, Ravel, gli autori celebrati dal leggendario tocco del Maestro. Altri compositori cui si indirizzavano gusto e scelte di Benedetti Michelangeli?
«È davvero difficile per me rispondere a questa domanda. Il repertorio di Benedetti Michelangeli, se confrontato con quello di altri artisti di pari levatura, risulta esiguo e limitato a pochi autori: questo perché il Maestro suonava solo le composizioni che, a suo avviso, apparivano particolarmente consone al proprio stile pianistico, tanto da apparirne esaltate e impreziosite».
Ritorniamo alla domanda iniziale. Perché ha scritto questo libro?
«Benedetti Michelangeli non è stato un dio. Era un uomo comune con pregi e difetti, ma con un carattere impossibile che ho a lungo tentato di ammorbidire. I suoi più fervidi ammiratori non sopportano che si muovano critiche nei suoi confronti, ma questo non è giusto: il mio libro non è un documentario storico, ma si propone di rivelare la realtà dei fatti, dire le cose come stanno».
Il genio disprezzato dalla patria. Realtà o semplice luogo comune? Perché il Maestro abbandonò l'Italia per trasferirsi in Svizzera?
«Per semplicissime questioni finanziarie collegate alla produzione dei suoi dischi».
Alessandra Gregori