Giovedì 24 Novembre 2005 - Libertà
Alla Galleria Ricci Oddi, dal 3 dicembre, 44 dipinti provenienti da una raccolta privata
Viaggio nell'Ottocento oltrepadano
Molti i rimandi con la collezione piacentina
Quarantaquattro quadri per raccontare Un altro '800 - Gusto e cultura in una quadreria oltrepadana, tema della mostra che sabato 3 dicembre sarà presentata alle ore 17 al Teatro dei Filodrammatici e inaugurata alle 17.30 alla Galleria d'arte moderna Ricci Oddi.
Nel museo di via San Siro ieri mattina il presidente della "Ricci Oddi", Carlo Brunetti, e gli assessori alla cultura Mario Magnelli (Provincia) e Alberto Squeri (Comune) sono intervenuti per anticipare finalità e contenuto dell'iniziativa, della quale Brunetti ha elogiato l'elevata rilevanza culturale.
I dipinti provengono da una collezione privata definita genericamente "oltrepadana", perché il proprietario ha voluto - è stato spiegato - mantenere l'anonimato. Per Magnelli la mostra si configura come «un'occasione speciale», con cui la "Ricci Oddi" sta trasformando «la petizione di principio - fare della galleria d'arte moderna un monumento della città aperto anche all'esterno - in un atto concreto». Magnelli ha spiegato come l'evento sia «il risultato della perfetta sintonia» con il collega Squeri. Provincia e Comune hanno infatti sostenuto finanziariamente l'iniziativa, con l'apporto di sponsor.
Squeri ha detto che «l'impegno di risorse del Comune per la "Ricci Oddi" è grande». Questo perché «crediamo molto nell'iniziativa», per la quale l'assessore comunale ha ripetutamente evocato la parola "discontinuità". «Senza voler giudicare il passato, vogliamo ora mettere fine all'autoreferenzialità della "Ricci Oddi"», ha sottolineato l'assessore. «Alla galleria d'arte moderna abbiamo chiesto una cosa sola, oltre naturalmente al valore scientifico dell'esposizione: che ci sia un impegno per la promozione della mostra anche nelle città vicine».
Dell'ufficio stampa si occuperà Matilde Meucci di Belgioioso, in provincia di Pavia. Leonardo Bragalini, che è anche membro del consiglio di amministrazione della "Ricci Oddi", ha parlato in rappresentanza della Fondazione di Piacenza e Vigevano: «La Fondazione ha sempre seguito la politica espositiva della città negli ultimi anni. Lo fa anche questa volta, in cui viene presentata una collezione pertinente con la raccolta piacentina, di cui va a colmare alcune lacune».
Stefano Fugazza, direttore della galleria di via San Siro, si è soffermato sul contenuto della mostra. «Permetterà un viaggio nella seconda metà dell'800 italiano, spingendosi fino al primissimo '900 con opere ancora legate al gusto del secolo precedente». Fugazza ha citato in particolare il carboncino Fiore reciso di Giuseppe Pellizza da Volpedo da confrontare con il Tramonto del pittore alessandrino, nella collezione "Ricci Oddi"; I cantastorie di Pietro Pajetta, « suo capolavoro»; l'inedita Veduta lacustre di Angelo Dall'Oca Bianca, «autore che Giuseppe Ricci Oddi avrebbe voluto acquisire nella sua galleria».
Fugazza ha invitato a leggere i rimandi continui che i 44 dipinti (paesaggi, ritratti, nature morte, scene di genere) propongono con la raccolta piacentina. «Questa sarà anche un'occasione per riflettere sul collezionismo, all'interno di un museo, come la "Ricci Oddi", nato dalla passione collezionistica di un singolo individuo. Sarà interessante raffrontare i meccanismi, le logiche, le scelte di Giuseppe Ricci Oddi con quelle della collezione oltrepadana. Ricci Oddi volle una destinazione pubblica per i suoi quadri, le opere della mostra - ha osservato Fugazza - sono invece private, ma resteranno a lungo esposte al pubblico».
La mostra, curata da Fugazza, Ada Guarnaschelli e Paul Nicholls, sarà allestita nella rotonda della Galleria Ricci Oddi e lungo il corridoio centrale; resterà visitabile fino al 25 giugno 2006.
Anna Anselmi