Domenica 20 Novembre 2005 - Libertà
In Fondazione rivive la Dietrich
Due serate omaggio al mito di Marlene
A cura del Centro italo-tedesco
Piacenza - Il mito di Marlene Dietrich rivive nelle due serate organizzate alla Fondazione di Piacenza e Vigevano dal Centro culturale italo-tedesco di Piacenza-Lodi, ulteriori appuntamenti del ciclo Stimmungen -Emozioni dalla Germania tra immagini, parole e musica, che già nei mesi scorsi ha permesso al pubblico di accostarsi a tanti, diversi aspetti della cultura teutonica.
Questa volta, in collaborazione con la Fondazione e il Cineclub Piacenza, sarà protagonista quella straordinaria figura di attrice e donna controcorrente che è stata Marlene Dietrich. Nata a Berlino nel 1901, fiera oppositrice del nazismo, divenne cittadina americana nel 1937, ma volle tornare per sempre, dopo la morte avvenuta a Parigi nel 1992, nella capitale tedesca. Segno di una lacerazione che non si era mai ricomposta.
Nel Dizionario di buone maniere e cattivi pensieri aveva scritto che tutti gli esuli godevano della sua più grande simpatia: «Perdere la propria patria, per necessità o per scelta, è una tragedia (tranne nel caso in cui - aggiungeva la Dietrich con ironia - la scelta nasca dal desiderio di non pagare le tasse).
A raccontare chi era Marlene Dietrich sarà lei stessa nel film intervista di Maximilian Schell (1984), che verrà proiettato - in lingua originale con sottotitoli in italiano - domani sera alle 21. Introdurrà la serata Giorgia Scalia, che ha frequentato il corso Farecinema a Bobbio di Marco Bellocchio e attualmente è studentessa del corso di regia all'Ied di Milano. L'autoritratto dell'attrice, affidato alle sue parole pubblicate in libri, quotidiani e riviste, sarà ancora protagonista mercoledì 30 novembre alle 21 in Un'emozione senza tempo: Marlene Dietrich si racconta, recital con Aldo Verrone voce narrante, il soprano Giovanna Beretta e le musiche eseguite da Paolo Costanzo al violino e da Nicola Montenz al pianoforte e autore degli arrangiamenti.
Prima di diventare una delle più affascinanti dive del grande schermo, la Dietrich studiò con passione il violino e poi, in seguito a una tendinite che le precluse la carriera concertistica, si dedicò al teatro. Interpretò il primo film nel 1922, ma la vera consacrazione arrivò nel 1929-'30 con Lola nell'Angelo azzurro per la regia di Josef von Sternberg, in uno dei più grandi successi cinematografici di tutti i tempi. La carriera la portò a Hollywood dall'aprile 1930 e, dopo l'ascesa al potere del nazismo, gli Stati Uniti divennero la sua seconda patria, tanto che nel 1944-'45 venne scelta per tenere alto il morale delle truppe alleate con i suoi spettacoli al fronte.
a. ans.