Martedì 8 Novembre 2005 - Libertà
San Francesco - La grande "bacchetta" ha aperto con successo la stagione di musica sacra
Temirkanov, Requiem toccante
Emoziona il Mozart con il Coro di Praga e la "Toscanini"
Piacenza - La suggestiva basilica di San Francesco ha ospitato, l'altra sera, un appuntamento di grande suggestione: il primo dei cinque concerti di musica sacra inseriti nella stagione musicale 2005/2006 del Teatro Municipale, a cura della Fondazione Arturo Toscanini.
Un foltissimo pubblico, entusiasta e visibilmente commosso, ha così applaudito un'intensa esecuzione del Requiem K. 626 per soli, coro e orchestra di Mozart.
Sul podio, Yuri Temirkanov a dirigere l'Orchestra Filarmonica Toscanini, circondato dai solisti Jutta Koch, soprano dal timbro squillante, Katja Starke, umbratile mezzosoprano, il tenore dalla voce flautata Christian Baumgaertel ed il basso dalla cupa impronta vocale Andreas Scheibner.
Ma a trascinare gli animi c'era soprattutto il Coro Filarmonico di Praga, vero protagonista del Requiem, che ha dimostrato di essere all'altezza della sua storia.
Fondato nel 1935, l'ensemble è formato da duecento cantanti. Storicamente, dopo la sua nascita si è integrato nella Filarmonica Ceca. Ha raggiunto la notorietà internazionale sotto la direzione di grandissimi direttori quali Veselka, Mati e Kuhn. Dal 1990 si è disgiunto e dipende dal ministero della cultura. Da allora, si esibisce nei maggiori teatri e festival del mondo.
Il favore del pubblico piacentino è andato, meritatamente, anche a Yuri Temirkanov: è stato un racconto folgorante, quello che con astuzia gestuale si dipanava dal maestro concertatore agli orchestrali e che, inevitabilmente, cedeva il passo ai coristi e ai solisti che, di volta in volta, si facevano strumento di disperazione e preghiera. Nel Requiem mozartiano l'ineluttabile esige profondità, l'esistenza è ormai eco di reminiscenze lontane.
Davvero esemplari, i coristi di Praga hanno saputo coniugare preparazione e istinto seguendo i cenni del maestro del coro Jan Rozehnal. Temirkanov, dal canto suo ha mostrato l'intenzione di voler trattare l'orchestra come fosse un altro strumento canoro, con l'ambizioso ma realistico obiettivo di amalgamare gli strumenti alle voci, con altrettanto protagonismo. Un approdo raramente raggiungibile in forma piena, che è stato l'altra sera molto applaudito: il Requiem è un'opera monumentale, densissima dal punto di vista contrappuntistico, che impone una tensione drammatica quasi eroica nelle lentezze dell'inevitabile commiato finale. Solo Mozart, in questo consistente labirinto emozionale, è in grado di condurre, infine, a una superiore pace dell'animo.
Il canto sommesso del Lacrymosa è senz'altro una delle più toccanti composizioni sacre che siano mai state create. Buona la "respirazione" degli archi dell'orchestra. In sintonia i fiati, legni e ottoni. In generale, l'esecuzione si è dipanata tendendo all'equilibrio tra le parti liriche e drammatiche. Dall'apoteosi iniziale del secondo movimento, Dies irae per coro, alle irte spine dolorose del Confutatis, sempre per coro solo, fino al recupero di morbidezze di Benedictus e Osanna e Lux aeterna, Cum Sanctis tuis, rispettivamente per quartetto dei soli, soprano e coro.
Dopo il concerto, gli spettatori che gremivano la basilica si sono alzati in piedi e hanno applaudito per lunghissimo tempo gli interpreti. Temirkanov, dopo molte uscite, ha preso la mano all'avvenente Mihaela Costea, primo violino dell'orchestra "Toscanini", seguito poi da tutti gli altri
orchestrali, senza concedere alcun bis.
In fondo, una scelta azzeccata: anche se il pubblico ha assistito a un'esecuzione che, una volta terminata, sarebbe potuta tranquillamente ricominciare da capo senza che il calo di attenzione subisse alcuna discesa, certe emozioni devono rimanere uniche e irripetibili per rimanere preziose nella memoria.
Il prossimo appuntamento con la stagione sinfonica è per sabato prossimo, alle 21 al Teatro Municipale, per il gradito ritorno del maestro Riccardo Muti, che dirigerà l'Oorchestra giovanile "Cherubini" nella Sinfonia concertante in Mi bemolle maggiore per violino, viola e orchestra K. 364 di Mozart e nella Sinfonia n. 5 in Re minore op. 47 di Shostakovich, solisti Francesco Manara al violino e Simonide Branconi alla viola.
Eleonora Bagarotti