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Martedì 8 Novembre 2005 - Libertà

Il Bollettino Storico compie cent'anni

Compie cento anni il Bollettino Storico Piacentino e, per festeggiare l'importante traguardo, Piacenza ospiterà una giornata di studi martedì 29 novembre nella Cappella Ducale di Palazzo Farnese. Verrà ricordata la figura di Stefano Fermi, fondatore della rivista di storia, lettere e arte, e il contributo fornito durante la sua direzione, dal 1906 al 1952. Oggi alla guida del Bollettino Storico Piacentino sono Carlo Emanuele Manfredi, direttore scientifico, e Vittorio Anelli, direttore responsabile, che ieri mattina in Provincia ha presentato le iniziative del centenario.
Il primo secolo di vita della rivista viene raccontato nell'editoriale dell'ultimo numero, uscito in questi giorni. L'idea del Bollettino era maturata all'inizio di dicembre del 1905, quando una sera "un piccolo gruppo di nostri colti concittadini si adunava in una sala dell'attuale palazzo della Banca d'Italia in via Mandelli, ospite dell'indimenticabile poeta Valente Faustini". A Stefano Fermi successe nella direzione Emilio Nasalli Rocca fino alla morte nel 1972, poi Giovanni Forlini fino al '78, cui subentrò la direzione collegiale Vittorio Anelli, Carmen Artocchini e Carlo Emanuele Manfredi.
«Il Bollettino non vuole avere carattere divulgativo, ma scientifico», ha precisato Anelli. Inviato in abbonamento o con la formula dello scambio a biblioteche pubbliche, redazioni di riviste di storia locale e privati, il periodico è diventato «un buon ambasciatore della nostra cultura fuori dai confini di Piacenza».
L'ultimo fascicolo dà conto dei più recenti rinvenimenti archeologici a Le Mose, Fiorenzuola e Pianello, introducendo inoltre all'immagine di Piacenza vista con gli occhi dei viaggiatori del '700, per terminare con il contributo di Piero Castignoli sul poligrafo piacentino Lodovico Domenichi che nel '500 sfidò il controllo dell'Inquisizione, dando alle stampe anche testi di eretici. La pubblicazione si conclude come di consueto con la rassegna bibliografica e il notiziario.
La proprietà della testata e della Biblioteca Storica, collana di volumi editi dal 1910 parallelamente al Bollettino, è rimasta alla famiglia Fermi fino alla morte di Vittorio nel 1989. Un anno dopo nasceva l'associazione Amici del Bollettino Storico Piacentino, che riusciva a trovare il pronto sostegno di istituzioni pubbliche e private. Tra i soci fondatori, la Provincia di Piacenza (insieme a: Banca di Piacenza, Fondazione di Piacenza e Vigevano ed editrice Tipleco) e ieri l'assessore alla cultura Mario Magnelli ha ribadito l'impegno dell'ente di corso Garibaldi verso il periodico, per «la sua elevata rilevanza culturale». Analoghe intenzioni sono state espresse dall'assessore Alberto Squeri, in rappresentanza del Comune di Piacenza, socio affiliato, come la Camera di Commercio. Alle celebrazioni del centenario partecipa anche il Comune di Caorso, in ricordo - ha spiegato il sindaco Fabio Callori - delle origini della famiglia Fermi, alla quale apparteneva anche il fisico Enrico, che soggiornava nella casa dove oggi vivono ancora i nipoti. Il 3 dicembre alle ore 11 l'amministrazione comunale inaugurerà la targa apposta sull'abitazione di via Gavardi, in memoria del "professor Stefano Fermi (Piacenza 1879 - Caorso 1952) fondatore del Bollettino Storico Piacentino e restitutore degli studi giordaniani". Le manifestazioni caorsane coinvolgeranno le scuole, con incontri dedicati a Stefano Fermi a partire dalla prossima settimana. Il convegno del 29 novembre è organizzato dal Bollettino Storico Piacentino, con il contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano e degli Amici del Bollettino Storico Piacentino, il patrocinio della Provincia di Piacenza, dei Comuni di Piacenza e Caorso e della sezione di Piacenza della Deputazione di Storia Patria. Per l'occasione l'Archivio di Stato ha proceduto al riordinamento della parte non ancora inventariata dell'Archivio Fermi.

Anna Anselmi

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