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Lunedì 7 Novembre 2005 - Libertà

Stagione sinfonica - Ovazioni del pubblico al Teatro Municipale per il musicista e per l'Orchestra Toscanini

Quarta, virtuoso dal violino alla bacchetta
Pagine difficili, eseguite con eleganza e capacità tecnica

Piacenza - E' stato accolto da un pubblico entusiasta il violinista Massimo Quarta, protagonista del concerto inaugurale della Stagione musicale sinfonica 2005/2006 del Teatro Municipale, curata dalla Fondazione Arturo Toscanini di Parma. E gli apprezzamenti a Quarta sono andati, oltre che all'indubbia bravura esecutiva, anche alla sua veste di direttore d'orchestra in un concerto dalle musiche scelte, nelle quali capeggiavano pagine irte di difficoltà (Saint-Saëns su tutte).
Dopo un inizio quieto e melodioso, in cui il musicista ha diretto l'Orchestra della Fondazione Arturo Toscanini in una versione triste e commovente della Pavane pour une infante défunte di Maurice Ravel (composta per piccola formazione strumentale), brano arcinoto e perfetto per l'apertura di una performance, Quarta ha preso in mano il suo pregiato violino (uno Stradivari "Marechal Bertier-ex von Versey" del 1716, affidatogli dalla Fondazione Pro Canale di Milano) per eseguire Havanaise di Saint-Saëns: una pagina dalle poliedriche sfaccettature, tipiche dell'eclettismo dell'autore, intrisa tuttavia da un solido attaccamento alle tradizioni classiche e romantiche, espressa con passione da Quarta, tra timbriche e colori virtuosamente ispirati.
A fine esecuzione sono giunti al protagonista le prime ovazioni degli spettatori del Municipale, presenti in buon numero, che venivano successivamente rapiti dall'interpretazione di Introduzione e Rondò capriccioso per violino e orchestra op. 28, in cui è emerso tutto il virtuosismo del violinista, mai votato a una mera capacità tecnica ma sempre carico di tensione. Una tensione che ha però stretta familiarità con l'eleganza. Quindi, un finale dal carattere sensibilmente capriccioso ha strappato numerosi e calorosissimi applausi con immediata richiesta, a gran voce, di bis.
Nella seconda parte del concerto, Massimo Quarta ha diretto la "Toscanini" nel Siegfried-Idyll (Idillio di Sigfrido), con wagneriano potenziamento della compagine orchestrale. Dirigere Wagner, sembrava volerci dire Quarta, è sempre un'esperienza particolare, tonificante e, a tratti, imprevedibile. Le armonie dell'Idillio hanno soggiogato l'orecchio dell'ascoltatore e gli hanno certamente rapito un po' l'anima (ci vorrebbe molto, molto più Wagner sui palcoscenici delle stagioni italiane, qualsivoglia liriche o sinfoniche, a dispetto dei costi e della difficoltà, bensì a favore della qualità di compiere scelte "alte" e coraggiose).
Infine, la performance si è conclusa con l'esecuzione della Sinfonia n. 1 in re maggiore op. 25 Classica di Sergej Prokofiev, caratterizzata da incursioni dinamiche d'effetto e da un certo scavo interpretativo, con una "Toscanini" pronta alla risposta e misuratamente votata a quella concezione drammaturgica nuova, tipica del compositore. Così, procedendo da un brioso Allegro, espresso con tono gaio e lieto, si è approdati a una danzante Gavotta, fino ai vorticosi pendii del Molto vivace finale. In Prokofiev, le sonorità si sono fatte strada in un alone luminoso, esaltando una scrittura talvolta morbida e talvolta tagliente, ma sempre accattivante.
Davvero una bella apertura di stagione, quella dell'altra sera al Municipale, che ha decretato a Massimo Quarta un ulteriore, meritato successo e ha promesso al pubblico piacentino ulteriori soddisfazioni.

Eleonora Bagarotti

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