Mercoledì 26 Ottobre 2005 - Libertà
La lite è finta, ma la conciliazione è vera
Contenzioso simulato alla Fondazione: «Una valida alternativa al tribunale»
E alla fine l'ingegner Verdi e l'ingegner Bianchi trovarono l'accordo che riuscì a contemplare gli interessi contrapposti e fece risparmiare loro il tempo e il denaro che avrebbero consumato ricorrendo ai tortuosi canali della giustizia ordinaria. Non tutti i contenziosi "veri" si concludono a lieto fine, come quello "finto" messo in scena ieri pomeriggio all'auditorium della
Fondazione di Piacenza e Vigevano. Ma resta il fatto che l'istituto della conciliazione costituisce una valida alternativa ai tribunali, per tutti quei litiganti intenzionati a trovare una soluzione rapida e il più possibile "indolore".
Nell'ambito della settimana nazionale della conciliazione, la Camera di Commercio di Piacenza ha deciso di organizzare un vero e proprio incontro simulato, ricalcato su di un caso realmente accaduto, per promuovere una procedura di risoluzione delle controversie ancora troppo poco conosciuta.
Davanti a una folta platea, formata soprattutto da professionisti, Piero Peretti , consigliere dell'ente camerale, ha introdotto l'insolita rappresentazione, ricordando le due novità normative che caratterizzeranno la conciliazione nel 2006: «Verrà introdotto il registro degli organismi di conciliazione - ha spiegato - e il nuovo codice di consumo, che raccoglie in un unico testo l'intera legislazione a tutela dei consumatori».
Rosarita Mannina , presidente dell'associazione dei conciliatori di Piacenza, ha chiarito come non vi sia nessun "buonismo" insito nella prassi conciliatoria: «Semplicemente si cerca di far emergere gli interessi e i bisogni delle parti, attraverso un confronto serrato e civile».
Subito dopo la stessa Mannina si è calata nelle vesti del conciliatore del contenzioso inscenato durante la simulazione. L'ingegner Verdi è stato impersonato dallo psicologo Massimo Esposito , mentre l'ingegner Bianchi dall'avvocato Fabio Leggi . Ciascuno dei due contendenti si è avvalso di un consulente legale, e l'avvocato Lydia Ansaldi ha rivestito il ruolo di commentatrice del match simulato. Sono stati così rappresentati tutti i passaggi essenziali di un processo di conciliazione: il primo è costituito dalla dichiarazione di imparzialità del conciliatore; poi spetta alle parti in causa esporre i propri punti di vista nel corso della prima sessione congiunta. L'oggetto del contendere era una commessa di progettazione meccanica di cui veniva contestato l'importo richiesto dalla ditta esecutrice a quella committente. Dopo aver acquisito le posizioni dei due litiganti, il conciliatore procede a sessioni di ascolto separate, durante le quali cerca di preparare un terreno di dialogo, stemperando le animosità. Quando si profila una possibilità di accordo negoziale, si convoca una nuova sessione conclusiva congiunta.
ma.fe