Venerdì 21 Ottobre 2005 - Libertà
Invito all'opera - Stasera la prima dei "Capuleti e Montecchi"
Incontro al Ridotto del Municipale.
Mazzavillani, regista del futuro
«Utilizzo innovazioni senza tradire la poesia di Bellini»
Piacenza - Invito all'opera , appuntamento consueto con il pubblico nel Ridotto del Teatro Municipale, rimesso a nuovo, per la presentazione de I Capuleti e i Montecchi , libretto di Felice Romani , musica di Vincenzo Bellini che, dopo l'anteprima di mercoledì pomeriggio riservata agli studenti e agli ospiti delle diverse case di riposo, aprirà il sipario al pubblico della "prima", questa sera alle ore 21 (replica domenica 23 ottobre sempre alle ore 21, turno B e ridotti).
Giovanna Calciati , assessore alle attività teatrali, unitamente al presidente della Fondazione Toscanini Antonio De Rosa hanno ribadito l'impegno collaborativo affinché il Teatro Municipale possa essere protagonista di una promozione del teatro lirico con particolare attenzione alle giovani promesse. Per la prima volta l'orchestra giovanile "Luigi Cherubini" affronta un'opera belcantistica guidata dall'esperta bacchetta del maestro concertatore Patrick Fournillier a collaborare con altrettanti giovani cantanti di sicuro valore artistico, Valentina Farcas (soprano), Paola Gardini (mezzosoprano), Giacomo Patti (tenore), Gabriele Spina (basso), Roberto Tagliavini (basso).
Lo spettacolo nasce dalla collaborazione, ha ricordato Giovanna Calciati, con il Ravenna festival, ripreso dal teatro di Como e con una importante distribuzione nel circuito lombardo ed emiliano romagnolo.
Grande attesa del folto pubblico intervenuto per l'incontro con la signora Cristina Mazzavillani Muti , responsabile del Ravenna festival, qui in veste di regista della messa in scena de I Capuleti e i Montecchi . Cristina Mazzavillani Muti è originaria di Romagna, con studi al conservatorio "Verdi" di Milano in pianoforte e canto. Galeotto fu il conservatorio nel farla incontrare con Riccardo Muti , di origini napoletane, allievo a sua volta per diventare direttore d'orchestra.
«C'è un antefatto - confessa la signora Mazzavillani Muti -. Da bambina, con mio padre medico, però vero appassionato di teatro dei burattini di tradizione popolare, andavo ad allestire spettacoli per bambini, per anziani, per nostro e loro divertimento». Questa prima originale esperienza di costruire, cucire e dipingere scene è rimasta sepolta dalla vicenda matrimoniale. La signora è madre di tre figli finché un bel giorno le è stato proposto di occuparsi di Ravenna festival. Fare l'organizzatore di un festival pone l'obbligo di far quadrare i conti non a discapito della qualità della proposta artistica.
Così la signora ha raccontato al pubblico la sua avventura di regista. Si definisce progettista in favore dei giovani, avendo sperimentato la trepidazione di chi, lasciato il conservatorio e si accinge ad affrontare la carriera di cantante. Ragione di più per affidarsi ai giovani e impegnarli in laboratori di ricerca e di scenotecnica, per snellire e trovare espressioni innovative con soluzioni a più basso costo. Provvidenziale l'aiuto del computer, che consente di elaborare le immagini, di animarle, di proiettarle evitando le costose scene costruite, rendendo lo spettacolo agile, da trasportare in più teatri, senza tradire la poesia e la fascinazione del canto e della musica.
Altro intervento innovativo o "licenza", dice la regista, è l'utilizzo della «spazialità del suono», un trattamento del suono che renda meglio l'ambientazione. Il palcoscenico è quasi del tutto vuoto, se non fosse per le quinte che scendono dall'alto e due scale che entrano di lato e lo spazio si moltiplica grazie alle proiezioni animate. Così l'arpa, messa in scena, si fa doppio della voce di Giulietta e il clarinetto di Fabio Lo Curto si fa voce di Romeo.
La signora Mazzavillani Muti ha voluto presentare al pubblico alcuni dei collabortatori: Laura Pasqualetti , maestra di computer, Grazia Martelli , aiutoregista e direttrice di palcoscenico, Leonardo Magnini , ispettore dell'orchestra. Ancora una "licenza", ha confessato la regista, «per l'aggiunta di una voce durante un cambio di scena a vista, non propriamente di Bellini ma di una suora libanese in un antico canto melchita bizantino. Sicuramente Bellini mi approverebbe - ha detto la regista -, non so il maestro Muti». Il tenore Giacomo Patti a cui è affidato il ruolo di Tebaldo, antagonista di Romeo Montecchi, ha testimoniato il lavoro accurato e intenso , fatto con passione da parte di tutti, accomunati dalla regista sicuramente esigente e rigorosa. «Siamo stati un po' come i suoi burattini d'un tempo, ha detto sorridendo il giovane tenore, pronti ad entrare in scena per dare al pubblico un tocco di poesia che ci aiuta a crescere e stare meglio».
Gian Carlo Andreoli