Lunedì 17 Ottobre 2005 - Libertà
Bettola - Scout, la festa dei sessant'anni
In mille al ritrovo sul monte Santa Franca organizzato dall'Agesci piacentina
Ricordata la ripresa dell'attività dopo il fascismo
Bettola - «Siamo qui per celebrare l'inizio di questo anno di attività, ma soprattutto per ricordare un altro inizio più importante. Le attività scout ricominciarono in questo stesso luogo anche 60 anni fa, dopo che non avevano potuto più esistere per colpa del fascismo». Con queste parole Silvia Riboni e Paolo Barbieri, responsabili dell'Agesci piacentina, hanno aperto l'incontro di tutti gli scout di Piacenza e della provincia, che ieri si sono riuniti sul monte Santa Franca (sopra Bettola) per festeggiare il sessantesimo della rinascita dell'associazione, dopo la chiusura forzata negli anni del ventennio. La mattinata è proseguita in un intreccio di giochi, storia e testimonianze per raccontare ai giovani e far rivivere ai grandi questi 60 anni di storia. I presenti - circa un migliaio - hanno incontrato alcuni testimoni diretti: prima Gigi Menozzi e Carla Merli protagonisti degli anni delle origini e impegnati nella ricostruzione dell'associazione maschile (Asci) e della fondazione di quella femminile (Agi); poi Paola Icardi e Giovanni Malfanti in prima fila negli anni sessanta-settanta, quando Agi e Asci si sono riunite nell'odierna Agesci, e infine Annarita Molinari e Livio Pinto, che hanno raccontato le avventure degli anni recenti. Dopo le parole, l'azione: ad ogni testimonianza è seguito un gioco d'epoca - dal rialzo allo “scalpo” (tipico gioco scout) - per tornare a divertirsi come i ragazzi e le ragazze di allora. Dopo pranzo il vescovo Luciano Monari ha raggiunto Santa Franca e ha celebrato una messa all'aria aperta animata dai canti scout a suon di chitarre, battiti di mani e immancabile entusiasmo. Chiusura all'insegna della commozione e dei saluti con impressioni diverse per ragazzi e adulti. Fra i più giovani domina lo stupore: «E' strano vedere degli scout vecchi giocare ancora con noi - ha commentato Elisa, una lupetta di nove anni - sembrano un po' i nostri nonni». «A me colpisce il fatto di vedere tante persone adulte, anche anziane, che dopo tanti anni credono ancora nello scoutismo» dice Giacomo Battini, di 17 anni. Un po' di nostalgia anima invece gli ex-scout intervenuti per l'occasione, come Paola Dallanoce: «Giornate come queste mi fanno ricordare che lo scoutismo è un movimento bellissimo. Crescendo ti rendi conto di quanto ha cambiato il tuo modo di essere e di quanto forti siano i legami che crea». E Annarita Molinari aggiunge: «Fare lo scout è un'esperienza fondante per l'individuo, condiziona il tuo modo di vivere. La compresenza qui di tante generazioni piene di entusiasmo ne è la dimostrazione».
Sara Bonomini