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Martedì 11 Ottobre 2005 - Libertà

Il “San Fiorenzo” a un quartiere e a Loschi

La cerimonia di consegna del doppio riconoscimento sarà sabato sera
Un omaggio all'impegno per gli altri
Fiorenzuola premia il rione Prati Rosili e il sindacalista

FIORENZUOLA - Da quest'anno è segretario nazionale dei Pensionati Cisl. Alle spalle ha ben 30 anni di impegno sindacale, arricchito da iniziative di solidarietà che ha promosso in Italia e oltre confine, spesso con i giovani della sua Fiorenzuola. E' Sandro Loschi, 66 anni, il vincitore del premio San Fiorenzo 2005 di Fiorenzuola. Accanto a lui, a ricevere il premio «collettivo» intitolato al santo patrono, sarà il gruppo dei Prati Rosili, associazione del quartiere cresciuto attorno a piazzale Darwin, dove ogni anno i volontari organizzano la festa dei lavoratori, il cui ricavato va in beneficenza. Il premio quindi si sdoppia: una statuetta del santo verrà consegnata ai Prati Rosili, realtà del volontariato laico, e una a Loschi, da sempre animato dai valori cristiani.
La cerimonia di consegna si terrà sabato sera (antivigilia della festa patronale che cade il 17 ottobre) in Collegiata, dove per l'occasione si esibirà la Corale che metterà in scena l'oratorio del maestro Luigi Renzi dedicato al miracolo di San Fiorenzo. Il premio, istituito nell'89, viene consegnato annualmente a «persone viventi o defunte che hanno particolarmente servito e onorato la città». Il soggetto può anche essere collettivo: il premio è stato infatti attribuito a gruppi come la Corale (nel 2001) e la Pubblica assistenza (nel '97). Ora è la volta dei Prati Rosili, che - si legge nelle motivazioni della commissione del Premio - sono stati scelti per la «fedeltà e disinteressata dedizione nell'organizzazione della festa» e «per il costruttivo volontariato popolare». La commissione, nella scelta del premio singolo, ha invece voluto sottolineare «l'esemplarità di Sandro Loschi nell'attenzione al dialogo con le altre culture e della collaborazione tra i popoli». Il tema dell'identità cristiana e del dialogo multiculturale è stato al centro del convegno ecclesiale di quest'anno, che trova così una degna conclusione nella consegna del premio che Loschi riceverà sabato, attorniato dalla sua famiglia (la moglie Esmeralda, la figlia Silvia, il nipotino Lorenzo). Loschi, che da pochi giorni si è trasferito a Roma per svolgere il suo incarico di segretario nazionale, è nato in una famiglia di braccianti agricoli a Montezago, frazione di Lugagnano, per trasferirsi poi adolescente a Fiorenzuola. I suoi valori di giustizia sociale e solidarietà, il sindacalista li ha portati anche oltre confine: nei primi anni '90 per un mese ha vissuto in Brasile, dove i preti e il sindacato lavoravano fianco e fianco per la liberazione delle popolazioni. Nel '94, in piena guerra balcanica, ha operato in Jugoslavia, dando inizio ad un'azione di solidarietà che negli anni successivi ha portato al gemellaggio tra Fiorenzuola e la città bosniaca di Zenica, e alla fondazione dell'associazione Fiorenzuola oltre i confini. A seguirlo in questo percorso, i giovani, con cui ha creato il gruppo di volontariato di sensibilizzazione per il sociale “Ripartire dall'ultimo” che ha accompagnato, durante i capodanni del 2002, 2003 e 2004, tra i terremotati del Molise, tra i barboni della stazione di Roma, all'arsenale della Pace di Torino.

Donata Meneghelli

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