Sabato 8 Ottobre 2005 - Libertà
Viganò compie 20 anni (di trapianti)
Intervista
Il “Barnard italiano” e Piacenza: «Ormai è la mia seconda città»
Il “Barnard italiano” si muove con disinvoltura sotto il tendone di Bosco dei Santi. Stringe mani, abbraccia vecchi amici. Mario Viganò è ormai di casa qui. «Per i rapporti pluridecennali che si sono instaurati posso tranquillamente dire che Piacenza è la mia seconda città - confessa - è nato tutto dall'incontro casuale con Antonio Marchini, una persona semplice e genuina. E questa sera siamo qui a premiare il lavoro di eccellente levatura scientifica del professor Luigi Cavanna, un lavoro in linea con i progressi più attuali delle ricerche in un filone scientifico affascinante, le cui ricadute pratiche si vedranno a medio termine, tra non molti anni. Si tratta, infatti,
di un campo ancora confinato prevalentemente al campo della sperimentazione e dei laboratori, ma dal quale non ci si può sottrarre se si vuole essere protagonisti della ricerca medica attuale».
Tra un mese Mario Viganò festeggia vent'anni di trapianti cardiaci a Pavia. È tempo di bilanci.
«Dal punto di vista strettamente numerico siamo a quota 1.100 trapianti, di cui la stragrande maggioranza di cuore, ma anche di cuore-polmoni e polmoni. Dunque 1.100 vite strappate a situazioni assolutamente terminali e non più riconducibili ad altre terapie».
E al di là dei numeri?
«Credo sia un bilancio di notevole rilievo scientifico e di grande utilità. Ma anche di eccezionale impegno fisico e mentale (spesso notturno) per me e per i miei collaboratori. In definitiva, comunque, sono stati vent'anni stimolanti e stupendi».
Quale il momento più bello?
«Ne ho avuti tanti, ma l'esperienza più emozionante rimane senza dubbio quella della prima volta, cioè del primo trapianto di cuore».
Torniamo a oggi e al suo feeling con Piacenza.
«Siamo passati dalle prime “cene della mietitrebbia”, con pochi amici, a eventi come quello di questa sera. Nel corso degli anni il rapporto di amicizia con Marchini si è rinsaldato e rivestito di quelle connotazioni di divulgazione scientifica di cui le espressione principali sono questa riunione sotto il tendone Mortizza e la nascita del premio “Cuore d'Oro-Città di Piacenza” che coinvolge in modo particolare Piacenza, ma anche Pavia (con il Policlinico e l'Università) e Parma. Un premio, vi assicuro, molto ambito e che vuole rappresentare segnale di un riconoscimento, che non ha solo valenza scientifica, ma che premia anche lo spessore umano delle persone e - come avviene questa sera - l'attività nel volontariato».
gielle