Giovedì 6 Ottobre 2005 - Libertà
Il Respighi e i suoi primi 80 anni
l compleanno trova l'istituto in forte espansione: nel 2005 record di iscritti con 937 studenti
La preside Gardella: ormai siamo una sicurezza
Una scuola in forte crescita, che ritorna ad essere un punto di riferimento per la città. Il liceo scientifico Respighi festeggia i suoi primi ottant'anni di vita con numeri da record: per la prima volta nella storia tredici classe prime (si arriva addirittura alla “P”), 937 studenti di cui 37 stranieri, 68 insegnanti. Dall'anno scorso ad oggi l'aumento è stato di circa il 30 per cento. Da tre anni fa a oggi si è praticamente raddoppiato. È il risultato della gestione di Licia Gardella, alla guida dell'istituto di piazzale Genova dal 2003, al posto di Maurizio Dossena. È con queste credenziali che il “Respighi”, sabato prossimo, si presenta alla città, nella cappella Ducale di Palazzo Farnese, il momento clou delle celebrazioni per gli ottant'anni. «Il trend è sicuramente positivo con una forte ripresa - dice la professoressa Gardella -. Si torna, insieme, ai vecchi tempi con le persone che hanno fatto il liceo scientifico». I numeri da record impongono un peso ed un ruolo dell'istituto di piazzale Genova nell'ambito cittadino.
«Da più parti si pone l'accento sull'importanza di un investimento in termini di conoscenza e cultura nell'area scientifica - premette la Gardella -. Noi stiamo lavorando in questo senso. Ancor più di ieri il Respighi è impegnato a trovare le relazioni con il mondo della ricerca, sia in ambito aziendale sia universitario, al fine di preparare i nostri ragazzi per un inserimento il più utile possibile per loro e per la società».
Gli esempi concreti ci sono: «Il Respighi ha investito tantissimo nell'acquisizione di competenze nelle lingue straniere, utilizzate come strumenti per approfondire l'area scientifica. Il percorso internazionale, che da due anni in autonomia stiamo promuovendo, ha al suo interno parte di programmi direttamente in lingua». Poi c'è il progetto alternanza scuola-lavoro, autorizzato in via sperimentale al Respighi due anni fa. «I nostri ragazzi - continua la preside - fanno stage negli enti che sul territorio praticano la ricerca, come i laboratori dell'università o quelli dell'Asl». «Stiamo poi lavorando in un percorso che attiene la fisica e in particolare la relatività - ci tiene a sottolineare - Il progetto si chiama “Da Copenaghen a via Panisperna” ed è finalizzato ad approfondire tematiche di ordine fisico che già fanno parte dei programmi». Una domanda sorge spontanea. Perché i ragazzi sono tornati ad iscriversi a questa scuola? «Penso che la nostra città abbia un rapporto antico con il liceo Respighi e che abbia il desiderio di riprendere questo rapporto. Negli anni subentrano stanchezza e forse qualche fragilità che è anche bene non ignorare. Oggi una nuova sicurezza si è fermata a piazzale Genova».
La professoressa Gardella è l'ultima arrivata al Respighi. È lei stessa ad ammetterlo. Anche se in famiglia ha due figli che hanno frequentato il liceo piacentino e il marito (Giampaolo Carini), da tre anni preside del liceo scientifico italiano ad Asmara, in Eritrea.
«Vengo da un istituto tecnico, il “Tramello” - ricorda con affetto -
un'esperienza che mi ha portato a essere positiva nell'affrontare le situazioni. Certo qui è stato impegnativo per la costruzione dei rapporti, ma mi hanno aiutato e sostenuto in tanti. Dalla città in senso lato, alle istituzioni, dai miei superiori innanzi tutto, alla gente. È indubbio che non si può raddoppiare l'utenza in così poco tempo se non c'è un rapporto di stima».
Per gli ottant'anni dello scientifico ha un desiderio: «Vorrei che questa fosse non una celebrazione ma un momento di bilancio fatto insieme alla città e finalizzato a comprendere qual è il lavoro serio che si fa dentro quest'edificio bello e razionale. Vorrei che ogni anno ci fosse un momento in cui il Respighi rende conto alla città del suo operato e accoglie i suggerimenti. C'era un tempo in cui la legge prescriveva per le scuole l'obbligo di redigere un annuario per dare conto del proprio lavoro. Trovo che grazie agli “Amici del liceo” il Respighi sia riuscito ad avere una storia e un archivio: oggi serve un momento di rendiconto fatto insieme a chi ha vissuto questa scuola».
Federico Frighi