Martedì 4 Ottobre 2005 - Libertà
Volontari ospedalieri: quindici anni d'assistenza
Ci troviamo per festeggiare un importante evento consapevoli delle difficoltà che dobbiamo quotidianamente affrontare e che sono legate anche ad una serie di novità ed a problematiche on le quali dobbiamo sempre cercare di confrontarci. I nostri organi regionali e nazionali ci sostengono
La nostra associazione compie questo anno il suo quindicesimo anniversario della sua fondazione e la ricorrenza sarà ricordata con il dovuto rilievo in occasione della manifestazione che si terrà il prossimo 8 ottobre presso i locali della parrocchia di Sant'Antonio a Trebbia.
Il pensiero riconoscente di tutti va a quei tanti coraggiosi che nel 1990 organizzarono per la prima volta questo affettuoso gesto di vicinanza al paziente ospedaliero, un'esperienza che mai prima era stato esperimentata e che ebbe ad incontrare la perplessità non solo dei malati, ma di tutto il personale medico, infermieristico e amministrativo della struttura sanitaria.
Ma ogni dubbio fu rapidamente superato in ragione della capacità dei nostri volontari ad affrontare il loro compito con sensibilità, disponibilità, umiltà e pazienza ed immediatamente tutte le categorie che ebbero ad incontrare "quelli dell'Avo" non poterono che dimostrare la loro gratitudine e l'apprezzamento per l'opera svolta.
Il tutto in silenzio, e senza alcun desiderio di apparire: è, anzi, costume del nostro volontario di neppure far sapere, magari neppure ai propri amici, di questo importante compito che essi si sono assunti.
E da allora l'associazione è sempre progredita ed al suo interno si sono alternati centinaia di piacentini che, ancora una volta, hanno così testimoniato della generosità e della disponibilità troppe volte misconosciute della nostra gente.
Mi piacerebbe ricordare qualcuno, come Ziliani, o Grandi, o Lombardi, o Santi, ma finirei per far torto a tutti gli altri, ugualmente meritevoli di un ricordo grato ed affettuoso.
Ed oggi ci troviamo per festeggiare un importante compleanno, consapevoli delle difficoltà che dobbiamo quotidianamente affrontare e che sono legate anche ad una serie di novità ed a problematiche con le quali dobbiamo sempre cercare di confrontarci.
I nostri organi regionali e nazionali (il presidente di Federavo dr. Crenna e la presidente regionale Tina Poletti non ci fanno mai mancare il loro sostegno) hanno insistito affinché non ci sentissimo più prigionieri del connotato di "ospedalieri" e ci hanno stimolato in tutti i modi per convincerci a portare la nostra opera anche nelle case protette, nelle cliniche, negli ospizi, e così ovunque si trovino persone che hanno bisogno di affetto e di compagnia, ma non è facile moltiplicare le nostre fila per renderci disponibili a tutte queste esigenze.
E la struttura ospedaliera è mutata e va mutando di continuo, e ciò non solo perché l'ospedale, da un anno a questa parte, è stata aperto ai parenti ( la cui presenza non rende certo superflua l'attività quella dei nostri volontari, ma solo rende necessaria una sua maggiore specializzazione), ma anche perché si sta riorganizzando tutta la filosofia della sanità, con la creazione di nuovi reparti, con le problematiche delle dismissioni protette, dei pazienti domiciliari, con un progressivo diminuire della durata delle degenze, con la tendenza verso un'operatività che assume sempre maggiormente l'aspetto di un intervento d'urgenza.
E ciò comporta che anche l'AVO debba cercare di rigenerarsi, sia sotto il profilo della sua partecipazione, sia sotto quello più strettamente culturale ed è un compito non facile, ma che ci vede quotidianamente impegnati.
Lasciate infine che ricordi anche lo sforzo, davvero molto meno gratificante, di quei volontari che, oltre che all'assistenza in ospedale, si assumono anche il compito delle davvero gravose funzioni amministrative. Non è chi non veda, infatti, che perché la struttura possa funzionare, occorre anche il lavoro amministrativo e direttivo, che è quello sicuramente meno attraente e che, per effetto della vecchia regola secondo la quale " solo chi fa sbaglia", ti attira in aggiunta le critiche di tutti. Un grazie di cuore dunque a coloro che, come Patrizia, Corrado, Gianna e tanti altri, da molti anni sopportano il peso di questa ulteriore funzione.
Brunello Cerchi
Presidente Avo Piacenza