Giovedì 29 Settembre 2005 - L'Informatore Vigevanese
APPUNTAMENTO IN CASTELLO: Nella cavallerizza i concerti di Voceversa.
Tappa vigevanese per Voceversa 2005, all’insegna del jazz e dei suoi grandi miti
Voceversa 2005, la seconda edizione di questo Festival inventato ad hoc per la città di Vigevano dalla Fondazione Tagger , con ambizioni che andavano, e volevano andare, ben oltre la ristretta cerchia delle mura cittadine, torna a ripresentarsi. Nato come progetto “per comunicare attraverso la vocalità e la musica” dedica molto meno spazio alla voce, per presentare una “stagione diffusa” che si è aperta martedì sera a Milano.
La proposta 2005 differisce rispetto alla precedente per l’obbiettivo che si è spostato dalla musica antica al Novecento del grande Jazz.
Se lo scorso anno i giovani, che sono stati selezionati per fare parte del World Chamber Choir, hanno affrontato le cantate di Vivaldi ed i mottetti di Monteverdi, quest’anno se la devono vedere con la musica di Duke Ellington. Concerti sì, ma molto meno dello scorso anno: e non più una varietà di generi musicali e stili vocali, ma un unico punto di attenzione che parte dalla didattica di questo workshop organizzato al Litta di Milano («perché è una struttura non solo molto bella ma funzionale allo scopo, con le diverse sale prova e le attrezzature accessorie») per sfociare nella esecuzione in concerto dei Sacred Concerts.
Voceversa 2005 si è aperto martedì sera a Milano e terminerà a Vigevano, come meta artistica ideale per la chiusura di questa settimana di jazz. Il concerto di martedì a Milano (che non sarà ripetuto a Vigevano), era dedicato a “Kind of Blue” quel titolo che nacque quasi per caso, e che ora è anche un marchio Sony Music, sponsor della manifestazione. Definito come “la bibbia del jazz”, Kind of Blue è l’album più celebre di Miles Davis e - da quando fu registrato nel 1959 - è diventato anche uno dei dischi più importanti del secolo scorso, con milioni di copie vendute in ogni angolo del pianeta. Al Teatro Litta la Voceversa Jazz Company ha rievocato le atmosfere create da Davis e dal suo magico sestetto con un’esecuzione fedele alle partiture originali. Prima del concerto, Ashley Kahn ha raccontato la genesi di questo capolavoro attraverso le parole del suo libro Kind of Blue.
Di Martina