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Giovedì 29 Settembre 2005 - Libertà

Trascinante concerto dell'ensemble alla Fondazione di Piacenza e Vigevano

Trascinante concerto dell'ensemble alla Fondazione di Piacenza e Vigevano di fronte a un folto pubblico
Schumann e Shostakovich con espressività
Valtidone Festival: ovazioni per il Trio Rachmaninov di Mosca

Piacenza - Il concerto del Trio Rachmaninov di Mosca alla Fondazione di Piacenza e Vigevano ha riaperto, con enorme successo, il sipario sul Valtidone Festival 2005. Costituito da Mikhail Tsinman, primo violino del teatro Bolshoi, Natalia Savinova, nota violoncellista, e Victor Yampolsky, uno dei pianisti più famosi dell'ex Unione Sovietica, l'ensemble ha proposto pagine di grande pregio, caratterizzate da originali tessiture armoniche. A partire dal Trio Pathétique in re minore (dall'originale per clarinetto, fagotto e pianoforte) di Mikhail Glinka.
Il brano era un mix di assonanze e abbellimenti che si sono sviluppati in forma di domanda e risposta tra le varie voci strumentali, in rincorsa tra loro lungo una melodiosa linea di pura bellezza. Splendidi gli assoli del violinista Tsinman, accompagnato dalle triadi e dagli arpeggiati del pianoforte di Yampolsky. E quando il canto è passato alla violoncellista Savinova, le armonie si sono intinte in una maggiore drammaticità. Dopo una coda crescente di grande effetto, sono scrosciati i primi applausi del pubblico. Con Schumann, il Trio Rachmaninov ha indubbiamente raggiunto vette altissime di espressività, mostrando capacità interpretative molto sensibili. Appassionato e appassionante il violino del bravissimo Tsinman, non da meno le ardenti cavate della violoncellista Savinova. Ricchissimo e laborioso, in Schumann, il ruolo del pianoforte. Nel Trio n. 3 op. 110 in sol minore, i tre russi hanno reso al massimo il passaggio dei pizzicati degli archi, alternati ai martelletti della tastiera, con andamento trascinante. Davvero una prova di altissima qualità quella del trio moscovita, che nell'Alquanto Adagio ha saputo infondere nei sensi serenità e turbamento. I rintocchi di Yampolsky sono emersi come una magia, ricamati dai suoni degli archi. Le incandescenze del Presto si sono tuffate in un iride di esuberanza che ha letteralmente tolto il fiato agli spettatori, regalando ai concertisti un tripudio di applausi e ovazioni. La genialità delle pagine di Shostakovich è stata introdotta dal violoncello, seguito dalle crome del violino e dai bassi del pianoforte. Nel Trio n. 2 op. 67 in mi minore, in memoria di Sollertinsky, coesistono più stili. Nel primo Tempo le dissonanze si abbracciavano armoniosamente in una bizzarra danza. Nell'Allegro non troppo, il Trio Rachmaninov ha fatto emergere con vigore ogni minima, raffinata complessità contrappuntistica del compositore. La tastiera di Yampolsky risuonava scoperta nei momenti di massima tensione, che hanno condotto la partitura in un susseguirsi di progressioni armoniche di violino e violoncello. Nel suo brano, Shostakovich ha inserito molti strani effetti, espressi dagli archetti che percuotono le corde. Infine, note prolungate si sono tramutate nella grazia di arpeggi dell'Allegretto. Così Mikhail Tsinman, Natalia Savinova e Victor Yampolsky hanno ricevuto una cascata di applausi e ovazioni da parte degli spettatori, talmente entusiasti da riuscire a strappare al gruppo ben tre bis. E alla fine il pubblico sarebbe rimasto ancora a lungo ad ascoltare gli eccellenti esecutori, che hanno raggiunto un'altra vetta estrema nel cartellone di appuntamenti esclusivi del Valtidone Festival diretto da Livio Bollani, che tornerà sabato 8 ottobre alle Rotative di Libertà per la serata-evento con il pianista Carlo Levi Minzi e l'Orchestra Sinfonica Accademia Europea 2001. In programma il Terzo concerto di Ludwig van Beethoven e il Secondo concerto di Sergej Rachmaninov. Il concerto del Trio Rachmaninov sarà trasmesso da Telelibertà questa sera alle 20.45 mentre il Valtidone Festival chiuderà in bellezza con Shlomo Mintz, venerdì 28 ottobre a Sarmato.

Eleonora Bagarotti

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