Martedì 27 Settembre 2005 - Libertà
I più antichi testi lirici in volgare
Domani in Fondazione si presentano gli atti di un seminario
Un “contrasto” amoroso, ritrovato sulla coperta di un manoscritto dell'Archivio capitolare della basilica di Sant'Antonino dall'archivista Anna Riva e poi analizzato dal filologo Claudio Vela, sta aprendo la via a suggestive ipotesi sui primi passi della poesia italiana. Il Frammento piacentino e la già nota Carta Ravennate (la canzone Quando eu stava in le tu' cathene) di argomento profano, scritti tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo, potrebbero addirittura costituire i più antichi testi lirici in lingua di sì (il volgare italiano), completi di notazione musicale. Le acquisizioni cui sono giunti finora gli studiosi sono state raccolte nel libro Tracce di una tradizione sommersa. I primi testi lirici italiani tra poesia e musica (Edizioni del Galluzzo per la Fondazione Ezio Franceschini di Firenze), che contiene gli atti del seminario di studi svoltosi a Cremona il 19 e il 20 febbraio dello scorso anno, presieduto da Cesare Segre e da Domenico De Robertis. Il volume, curato da Maria Sofia Lannutti e Massimiliano Locanto, verrà presentato domani alle 17.30 all'auditorium della Fondazionein via Sant'Eufemia, 12. Oltre ai curatori, entrambi della facoltà di musicologia dell'Università di Pavia, sede distaccata di Cremona, interverranno: don Angiolino Bulla (Archivi storici della diocesi di Piacenza-Bobbio), Giampaolo Bulla e Anna Riva (Archivio di Stato di Piacenza) e Claudio Vela (Facoltà di musicologia di Cremona). Coordinerà i lavori Vittorio Anelli, direttore del Bollettino Storico Piacentino. “I due reperti - viene precisato - nelle loro caratteristiche formali e tematiche riflettono un rapporto coi modelli d'Oltralpe non mediato dall'esperienza dei Siciliani, rispetto alla quale si pongono in una posizione eccentrica. Inoltre rivelano un'inattesa tradizione congiunta di poesia e musica, ridimensionando così la diffusa convinzione di un loro “divorzio” nel passaggio dall'area oitanica e occitanica a quella italiana”.
a.a.