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Venerdì 16 Settembre 2005 - L'Informatore Vigevanese

PERSONAGGI E POTERE:
Scompare Mazzocchi il “presidentissimo”

Ma Giancarlo Mazzocchi, a differenza del padre-padrone di Mediobanca, era capace di grande loquacità e affabilità, in privato e in pubblico, e anche di sferzante arguzia.

Prima che alla Cassa e alla Fondazione, il nome di Mazzocchi è stato indissolubilmente legato all’università, la Cattolica di Milano, dove dal ‘63 ha insegnato Politica economica e finanziaria. Del pensiero economico di stampo cattolico è stato uno dei massimi interpreti. Negli anni 60’, ‘70 e ‘80 la politica si è sistematicamente servita del suo contributo scientifico, quella riconducibile all’area democristiana, in particolare la sinistra Dc, con la quale Mazzocchi sentiva la maggiore affinità. È stato consulente economico di governi e di vari ministri, ma anche rivestito cariche in organismi istituzionali di primario livello come il Cnel (Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro).
E l’università Cattolica gli ha reso lunedì il commosso saluto con la camera ardente allestita nella sede centrale di Milano, in largo Gemelli, dove ieri sono stati celebrati i funerali. Cresciuto e rimasto fino a 19 anni a Piacenza ha poi trasferito la sua residenza a Milano con la moglie Mariangela, che lascia insieme ai quattro figli, Matteo, Cecilia, Giovanna e Federica.
«Una persona preparata, disponibile al dialogo e molto collaborativo - così lo ricorda il sindaco di Vigevano Ambrogio Cotta Ramusino -. I primi incontri avuti con lui avevano per tema un argomento scottante come quello del nuovo statuto dellaFondazione, all’interno del quale doveva essere garantito un giusto peso e rappresentanza di Vigevano e del suo territorio. Ecco, proprio rispetto al territorio, alla sua autonomia e ai suoi problemi, l’attenzione del professor Mazzocchi è sempre stata vigile. Certo ci sono state discussioni, ma devo dire che alla fine si è sempre riusciti a trovare un punto d’intesa e devo dire che il professor Mazzocchi ha sempre mantenuto fede agli impegni assunti. Da cittadino vigevanese non posso che essergli riconoscente perché, in qualità di della Cassa di Risparmio di Piacenza e Vigevano, ha finanziato il restauro di Piazza Ducale».
«Il mio personale ricordo del professor Mazzocchi - racconta Ferdinando Merlo, Vicesindaco di Vigevano e per anni funzionario della Cassa - è legato, in particolare, al periodo di incorporazione tra la Cassa di Risparmio di Vigevano, di cui ero allora dipendente, e la Cassa di Risparmio di Piacenza, di cui Mazzocchi era presidente. Come sindacalista ho partecipato a diversi incontri e ricordo perfettamente il primo, nel corso del quale Mazzocchi ci ha rilevato di essere figlio di un ciabattino e quindi di sentirsi particolarmente vicino e di casa a Vigevano.

Nella difficile situazione di allora, va ricordato che oltre alla Cassa di Piacenza c’erano altri pretendenti, Mazzocchi ha messo in campo tutta la sua abilità, capacità di dialogo, sensibilità verso i dipendenti ed il territorio. E’ stato abile e lungimirante in quanto ha capito in anticipo quale era il futuro delle piccole banche rispetto ai processi di concentrazione che allora era difficile intuire e perseguire. Considerava una banca nel suo stretto legame di appartenenza ad un territorio, come elemento di identità e motore di sviluppo. I frutti di tale lungimiranza la nostra città li sta cogliendo ancor oggi, grazie alla nascita e alla attività della Fondazione di Piacenza e Vigevano».
«Parlare del professor Giancarlo Mazzocchi - ricorda Giancarlo Ubbiali, per anni vicino al presidente - mi diventa veramente difficile perché non so da quale parte incominciare. Aveva un’intelligenza superiore che legata alla sua efficienza e dinamicità gli consentiva di prendere decisioni azzeccate in tempi brevi e nel precipuo interesse prima della Cassa e poi della Fondazione. Ho condiviso con lui oltre i momenti meravigliosi della crescita della Cariparma in cui mi ha voluto vicino quale Presidente del Collegio Sindacale, anche quelli più tristi che ha brillantemente superato, avendo dimostrato la sua lungimiranza negli affari portando enormi vantaggi anche a Vigevano. La città gli deve essere grata perché in un primo tempo ha salvato la sua Cassa di Risparmio che stava per essere “scippata” da Pavia, dandole dignità con la fusione nella Cassa di Risparmio di Piacenza e Vigevano e poi attraverso la Fondazione di Piacenza e Vigevano che annualmente devolve notevoli contributi ad Enti cittadini. Aveva un carattere sempre allegro ed ottimista che trasmetteva sempre a chi gli stava vicino».
«Un caro amico - dice Achille Costamagna, ex vice-presidente della Cariparma - con il quale ho lavorato bene e proficuamente. Voglio ricordare la sua umanità e la sua bonaria ironia con cui riusciva a sdrammatizzare e semplificare situazioni a volte complesse, svuotandole di ogni tensione. E così era anche verso se stesso. Ho perso un amico».


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