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Martedì 13 Settembre 2005 - La Cronaca

L’economista che amava la comunicazione

Tra gli aspetti meno conosciuti del compianto professor Mazzocchi, la passione per il giornalismo. Editorialista del “Giorno” negli Anni 80 e amici tra artisti e scienziati.

L’ultimo “Angil dal Dom” che Giancarlo Mazzocchi attribuì da presidente della Fondazione, lo scorso anno, di questi tempi (dato che siamo ancora sulla scia dell’evento di due giorni fa, quando toccando al suo successore Giacomo Marazzi, la medesima incombenza, serpeggiò, proprio in quegli attimi, tra i covenuti in piazza Duomo, muniti di telefonini, la notizia paralizzante della sua morte) fu al cardinale Ersilio Tonini. Che lo accarezzò paternamente sulla guancia destra, prima di ricevere l’ambito riconoscimento, in un gesto indimenticabile e quasi premonitore di un addio. Ci piace ricordarlo così, in quell’atto intimo di quasi filiale affetto, il “professor” Mazzocchi. Piuttosto che imboccare la strada di alcuni “becchini”, che, dopo averlo blandito e avergli scodinzolato davanti in vita, si sono avventati come avvoltoi, sulle sue spoglie ancora calde, mettendosi a disquisire (solo ora) su “fondazioni parallele” e sulle difficoltà che ogni individuo (specie se importante) incontra in vita, a motivo delle sue scelte, magari anche discutibili, per certi aspetti. Ma che un evento come la morte dovrebbe coprire come un sudario, specie a poche ore dall’accadimento. Tonini e Mazzocchi, come li ricordiamo, invece, affettuosamente dialoganti in quella tarda mattinata di settembre 2004, erano due piacentini che si stimavano profondamente l’un l’altro. E che pur svolgendo ciascuno ruoli prestigiosi, ben definiti (uno, l’alto prelato; il secondo, l’economista) erano accomunati, da un’identica divorante passione: la comunicazione  mediatica. Tanto che all’atto della consegna dell’Angil d’or, a Tonini, Mazzocchi non potè fare a meno di ricordare, nelle motivazioni (come aveva fatto qualche anno prima, Papa Giovanni Paolo II, nel momento di conferirgli la porpora cardinalizia) che quel riconoscimento, prima ancora che andare al grande uomo di Chiesa, per la sua testimonianza, teneva conto soprattutto della sue capacità di comunicatore: per comunicare il Vangelo cioè in modo più moderno e con linguaggio più consono ai tempi odierni. Lo stesso pensava Tonini di Mazzocchi: «Ha la capacità di tradurre - diceva di lui - le sofisticate (e talora complicate) regole dei meccanismi economici, in linguaggio “parlato”, fruibile a tutti». E’ questo, forse, l’aspetto meno noto ai più, del “professore”. Che però colse al volo il compianto giornalista (oltre che suo collega in Cattolica) Guglielmo Zucconi. Il quale non faticò troppo ad affidargli una rubrica economica, sul quotidiano “Il Giorno” di Milano, all’inizio degli Anni 80, che ebbe grande successo, per l’acutezza delle sue analisi rapportate ai grandi, ma anche ai piccoli problemi economici, con riflessi sulla vita quotidiana. Rubrica che Mazzocchi mantenne sullo stesso giornale per circa tre anni, fino all’avvicendamento di Zucconi con un altro direttore. Ed è certamente questa calda vena per le tecniche “comunicative” (rara nei soggetti di base scientifica) che ha determinato, con uno dei colpi a sorpresa, per i quali Mazzocchi andava famoso, che un giorno egli estraesse dal cilindro, anziché i classici coniglietti, l’idea di avviare, a Piacenza, utilizzando lAuditorium Santa Margherita, come luogo d’incontro aperto al pubblico, due appuntamenti periodici (i “Giovedì della Fondazione” e alternativamente “Donne di successo”) che avrebbero fatto la fortuna di qualsiasi impresario culturale d’alto livello. Invitando, tra l’altro, a prendervi parte le massime personalità dei vari settori scandagliati. Ma anche qui, con un occhio di particolare benevolenza verso comunicatori culturali e scientifici (pensiamo al diplomatico, nonché grande editorialista, Sergio Romano con il quale inaugurò gli incontri del giovedì nell’ottobre del ‘95; il premio Nobel Rita Levi Montalcini, al magistrato dei minori, Livia Pomodoro, all’astronoma Margherita Hack; registe, attrici, cantanti, come Milva, Valeria Moriconi, Franca Valeri, Ornella Vanoni, Liliana Cavani), ma soprattutto giornalisti. Tra i quali, ricordiamo su tutti, Alberto Cavallari di cui era anche amico, Enzo Biagi, Beppe Severgnini, Luca Goldoni, Vittorio Feltri, Lilli Gruber, Gad Lerner. E’ questo aspetto, apparentemente minore e che gli è stato raramente riconosciuto (della comunicazione e della divulgazione), nel quale Mazzocchi ha invece tanto creduto, a fare più grande anche l’economista che era.

Sandro Pasquali

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