Domenica 11 Settembre 2005 - Libertà
Concerto il 17 novembre
Muti e l'Orchestra Cherubini in stagione al Regio di Parma
Si scrive Meli e si legge Muti: lo avevano pensato in molti, a Parma, alla notizia che l'ex sovrintendente scaligero si era accasato alla Fondazione Teatro Regio e ora è ufficiale. L'ex direttore musicale della Scala figura infatti nel cartellone della stagione concertistica 2005/06 della Fondazione Regio, presentata al Ridotto (gremito, com'è consuetudine a Parma) e realizzato in collaborazione con la Fondazione Toscanini e la Società dei Concerti. Muti sarà sul podio dell'Orchestra Giovanile Cherubini, la giovane compagine che ha sede al Municipale di Piacenza, di cui è direttore e che ha tenuto a battesimo proprio al Municipale, il 17 novembre per la Sinfonia concertante in Mi bemolle maggiore per violino, viola e orchestra K 364 di Mozart (violinista Francesco Manara, violista Simonide Braconi) e la Sinfonia n. 5 op. 47 di Sostakovic. E, per l'importanza dell'evento, il concerto si terrà al Teatro Regio anziché all'Audiorium Paganini, sede naturale della stagione. Al Regio, per la verità, si terranno altri due importanti concerti, entrambi con protagonista la Filarmonica Toscanini, a testimonianza di una sempre più solida collaborazione tra le due Fondazioni: il 30 novembre con Lorin Maazel (le beethoveniane ouverture del Fidelio e l'Eroica, oltre all'Incompiuta di Schubert) e il 16 gennaio con Mstislav Rostropovich (la Settima di Sostakovic, detta “Leningrado”). Ma non da meno sono gli appuntamenti all'Auditorium Paganini, a cominciare dal concerto che aprirà la stagione il 27 ottobre (Temirkanov con la Baltimore Symphony Orchestra e pagine di Gershwin e Dvorak) per proseguire tra gli altri con la Bayerisches Staatsorchester diretta da Zubin Mehta (20 novembre, con Schubert e Mahler), Orchestra Verdi di Milano diretta da Jurowski (di nuovo la Settima di Sostakovic, 4 febbraio), ancora la Filarmonica Toscanini diretta da Georges Pretre il 10 febbraio (in programma Gershwin e Ravel) e da Kurt Masur il 13 aprile (con musiche di Mendelssohn), solisti di primissimo piano come il pianista Radu Lupu (10 novembre, pagine di Schumann), il violoncellista David Geringas e il pianista Ian Fountain in due serate beethoveniane (17 e 19 febbraio), e ancora il pianista Mikhail Pletnev il 5 marzo e il chitarrista John Williams il 19 marzo. Prestigiose apparizioni anche per l'Orchestra del Regio, in particolare negli appuntamenti dell'11 e 12 gennaio (la Quarta Sinfonia di Mahler oltre ai “contemporanei” Dallapiccola e Frazzi, con Jonathan Webb sul podio), dell'8 e 9 marzo con il Ma Vlast di Smetana e la direzione di Netopil, ma soprattutto - insieme al Coro del Regio - nel War Requiem di Britten (31 marzo, 1 e 2 aprile) diretto da Bruno Bartoletti, che del Regio è direttore musicale. «Una stagione che poche città e pochi teatri possono permettersi», l'ha giudicata il sindaco Elvio Ubaldi, presidente della Fondazione Regio. «Io arrivo a dire che si tratta della migliore stagione che c'è oggi in Italia», gli ha fatto eco il presidente della Fondazione Toscanini, Antonio De Rosa. In quanto a Mauro Meli, ha cercato di prendersi pochi meriti, ricordando che «la stagione era già impostata prima del mio arrivo. E' giusto - ha aggiunto - riconoscere il grande lavoro svolto dal maestro Bartoletti, così come è bello constatare l'entusiasmo che anima questa città e questo teatro.
Si scrive Meli e si legge Muti: lo avevano pensato in molti, a Parma, alla notizia che l'ex sovrintendente scaligero si era accasato alla Fondazione Teatro Regio e ora è ufficiale. L'ex direttore musicale della Scala figura infatti nel cartellone della stagione concertistica 2005/06 della Fondazione Regio, presentata al Ridotto (gremito, com'è consuetudine a Parma) e realizzato in collaborazione con la Fondazione Toscanini e la Società dei Concerti. Muti sarà sul podio dell'Orchestra Giovanile Cherubini, la giovane compagine che ha sede al Municipale di Piacenza, di cui è direttore e che ha tenuto a battesimo proprio al Municipale, il 17 novembre per la Sinfonia concertante in Mi bemolle maggiore per violino, viola e orchestra K 364 di Mozart (violinista Francesco Manara, violista Simonide Braconi) e la Sinfonia n. 5 op. 47 di Sostakovic. E, per l'importanza dell'evento, il concerto si terrà al Teatro Regio anziché all'Audiorium Paganini, sede naturale della stagione. Al Regio, per la verità, si terranno altri due importanti concerti, entrambi con protagonista la Filarmonica Toscanini, a testimonianza di una sempre più solida collaborazione tra le due Fondazioni: il 30 novembre con Lorin Maazel (le beethoveniane ouverture del Fidelio e l'Eroica, oltre all'Incompiuta di Schubert) e il 16 gennaio con Mstislav Rostropovich (la Settima di Sostakovic, detta “Leningrado”). Ma non da meno sono gli appuntamenti all'Auditorium Paganini, a cominciare dal concerto che aprirà la stagione il 27 ottobre (Temirkanov con la Baltimore Symphony Orchestra e pagine di Gershwin e Dvorak) per proseguire tra gli altri con la Bayerisches Staatsorchester diretta da Zubin Mehta (20 novembre, con Schubert e Mahler), Orchestra Verdi di Milano diretta da Jurowski (di nuovo la Settima di Sostakovic, 4 febbraio), ancora la Filarmonica Toscanini diretta da Georges Pretre il 10 febbraio (in programma Gershwin e Ravel) e da Kurt Masur il 13 aprile (con musiche di Mendelssohn), solisti di primissimo piano come il pianista Radu Lupu (10 novembre, pagine di Schumann), il violoncellista David Geringas e il pianista Ian Fountain in due serate beethoveniane (17 e 19 febbraio), e ancora il pianista Mikhail Pletnev il 5 marzo e il chitarrista John Williams il 19 marzo. Prestigiose apparizioni anche per l'Orchestra del Regio, in particolare negli appuntamenti dell'11 e 12 gennaio (la Quarta Sinfonia di Mahler oltre ai “contemporanei” Dallapiccola e Frazzi, con Jonathan Webb sul podio), dell'8 e 9 marzo con il Ma Vlast di Smetana e la direzione di Netopil, ma soprattutto - insieme al Coro del Regio - nel War Requiem di Britten (31 marzo, 1 e 2 aprile) diretto da Bruno Bartoletti, che del Regio è direttore musicale. «Una stagione che poche città e pochi teatri possono permettersi», l'ha giudicata il sindaco Elvio Ubaldi, presidente della Fondazione Regio. «Io arrivo a dire che si tratta della migliore stagione che c'è oggi in Italia», gli ha fatto eco il presidente della Fondazione Toscanini, Antonio De Rosa. In quanto a Mauro Meli, ha cercato di prendersi pochi meriti, ricordando che «la stagione era già impostata prima del mio arrivo. E' giusto - ha aggiunto - riconoscere il grande lavoro svolto dal maestro Bartoletti, così come è bello constatare l'entusiasmo che anima questa città e questo teatro.
Ester Barcella