Mercoledì 24 Agosto 2005 - Libertà
A teatro va in scena il Poverello di Assisi
Stasera a Sarmato il Minimo di Brescia apre il festival Lultimaprovincia
Piacenza - Parte stasera alle 21.30 nel cortile delle mura di Sarmato Lultimaprovincia, sottotitolo "Terra di teatro e di confini". Il festival giunge quest'anno alla 14ª edizione promosso dai Manicomics sotto la direzione artistica di Rolando Tarquini e Paolo Pisi, in collaborazione con Regione, Provincia e i comuni di Piacenza, Sarmato, Fiorenzuola, Rottofreno, Pontenure e Carpaneto (dove farà tappa) e col sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano ed altri sponsor. Il Festival itinerante prosegue nella sua tradizionale formula abbinando teatro di strada, sperimentazione, comicità, laboratori e aggiungendo il filone del noveau cirque con due spettacoli proposti da Nando e Maila e dai francesi Rital Brocante. Spettacoli quasi ogni giorno per la prima parte del festival, che si allungherà fino al 10 settembre, alternando luoghi, compagnie e stili teatrali (i Manicomics saranno presenti con il collaudato Hotel Pigiama, la loro "Officina" e un laboratorio). Stasera dunque alle 21.30 si parte da Sarmato. Di scena il bresciano Teatro Minimo in uno spettacolo dal titolo Francesco di terra e di vento scritto e diretto da Umberto Zanoletti, con Andrea Cereda, Manuel Gregna e Massimiliano Zanellati. Si tratta di tre attori, qualche volta narratori, spesso personaggi reali o inventati, che raccontano Francesco. Un santo forse in una versione un po' distante dall'iconografia tradizionale, sicuramente espressione dei racconti e delle testimonianze che gli attori del Teatro Minimo hanno raccolto per formulare la loro biografia. "Abbiamo tentato di immaginare l'uomo - dicono - con se stesso, tra gli uomini e qualche volta di fronte a Dio. Spesso ci è sembrato sofferente e così lo abbiamo raccontato. Ma abbiamo immaginato e capito anche la paterna disperazione di Bernardone, umiliato e sconfitto in piazza ad Assisi. Con fatica abbiamo immaginato Chiara e Francesco che parlano d'amore, di un amore eterno. Siamo stati alla Verna dove abbiamo calpestato le foglie di faggio secche e abbiamo toccato le pietre fredde e umide dove Francesco dormiva. Abbiamo sentito il vento freddo soffiare di notte, tra i lecci dell'Eremo che portava l'odore della terra umbra. E abbiamo cercato di capire dove Francesco trovasse i motivi per scrivere il Cantico delle Creature". Lo spettacolo è stato selezionato per Santarcangelo 2002 e in molte altre rassegne.
r. s.