Fondazione di Piacenza e Vigevano Stampa
  Rassegna Stampa
spazio
  Comunicati Stampa
spazio
  Eventi Auditorium Piacenza
spazio
  Eventi Auditorium Vigevano
spazio
  Comunicazione
spazio

 
Home Page     Rassegna Stampa   


Domenica 28 Agosto 2005 - Libertà

Miriam Makeba apre il festival Carovane

Questa mattina l'inaugurazione della sesta edizione della manifestazione con il convegno nei chiostri dell'ospedale. La cantante si esibirà stasera in Piazza per il suo addio alle scene

Questa sera alle 21.30 Miriam Makeba si esibirà in Piazza Cavalli (in caso di maltempo, al Fillmore di Cortemaggiore), dopo aver partecipato al convegno all'ospedale Guglielmo da Saliceto, in corso dalle 10.30 di questa mattina. A seguire, in piazza Duomo (in caso di maltempo, in Sant'Ilario), alle 17 l'incontro con il regista Giuliano Montaldo e alle 18 con lo scrittore Carlo Batà sulla "Vita di Sankara". Miriam Makeba ha scelto l'Italia per la sua tournée d'addio alle scene e Piacenza per il suo ultimo show. La cantante ha portato in tutto il mondo, nell'arco della sua lunga e sfavillante carriera, la voce dell'Africa con tutta la sua potenza, musicale ed artistica, il suo grido d'aiuto, la ricchezza e l'energia che ne caratterizzano il suono e l'arte. Ciò che sta maggiormente a cuore alla Makeba è oggi il suo impegno come ambasciatrice della Fao e la fondazione che ha creato e sostiene, in Africa, per aiutare le donne bisognose: "L'unico motivo per il quale potrei, saltuariamente, tornare a esibirmi è raccogliere fondi per la mia fondazione". Concretamente, di cosa si occupa la sua fondazione? "Al momento ospito 18 donne. si tratta di persone ammalate o non autosufficienti, che spesso hanno anche bambini. Il nostro obiettivo è quello di dare un sostegno medico ma anche vitto e alloggio, oltre a creare opportunità di crescita. Sono ancora tantissime le cose da realizzare. Il numero delle donne che stiamo aiutando è esiguo e le richieste sono tante. In Africa non è più tempo di apartheid, ma ci sono molte gravi carenze e tantissimi problemi da risolvere. Io credo di essere stata una privilegiata, nella vita, e di dovermi impegnare per dare un aiuto a chi non ha goduto della mia stessa fortuna". Secondo alcuni, parlare ancora di apartheid è inutile. Secondo lei? "Io invece credo che la memoria sia importantissima e che, nel mondo, l'apartheid esiste ancora in tante forme. A partire da quella mentale. Come dice Mandela: "Bisogna perdonare, non dimenticare". Questo è il senso del mio impegno, con la Fao e con la mia fondazione. Ed è lo stesso che ho messo nella mia carriera musicale". Cosa prova ogni volta che il suo nome viene associato a quello di Nelson Mandela? "Gioia, commozione, tanti ricordi... E' un grande onore averlo conosciuto, aver imparato da lui molte cose. Parlo dal mio punto di vista, ma anche da quello di tutti gli africani e del mondo intero. Nonostante gli anni trascorsi in prigione, Mandela ci ha trasmesso un messaggio di pace e serenità. Ci ha insegnato il perdono, la speranza, a lottare con il sorriso sulle labbra, senza conoscere cosa sia l'odio. Per questo noi tutti lo portiamo nel cuore". Lei ha scelto Piacenza per il suo addio alle scene. Perché? "Questa è la mia ultima tournée. La musica è stata tutta la mia vita, ma ho 73 anni e li sento tutti. Sono contenta di cantare a Piacenza per due motivi: il pubblico italiano è straordinario e, con me, è sempre stato affettuoso. Inoltre, cantare nell'ambito di una manifestazione come Carovane, che non si limita a proporre spettacoli ma contenuti importanti, di carattere sociale e sull'Africa, è un motivo di orgoglio".

ELEONORA BAGAROTTI

Torna all'elenco | Versione stampabile

spazio
spazio spazio spazio
spazio spazio spazio