Domenica 28 Agosto 2005 - Libertà
Guillén: "Betto e Gelman sono due grandi uomini"
Domattina la consegna del premio
Nicolás Guillén junior, erede di Nicolás Guillén, è giunto a Piacenza per consegnare, domattina alle 10.30 nella sala consiliare della Provincia, i premi della quinta edizione del concorso internazionale dedicato al grande poeta cubano, organizzato dall'associazione nazionale di amicizia Italia-Cuba. "Sono molto felice di essere qui a Piacenza - esordisce Nicolas Guillén junior - perché, ad ogni edizione di Carovane, quello legato alla consegna del premio è per me un momento dal forte significato". Il premio Guillén 2005 andrà a Frei Betto e a Juan Gelman. E' soddisfatto della scelta compiuta? "Moltissimo. La scelta, compiuta da noi giurati insieme al presidente Gianni Minà, anche quest'anno ha deciso di riconoscere i meriti di due grandi figure del nostro tempo: Frei Betto, che è un teologo rivoluzionario e riceverà il premio Guillén per il suo impegno civile - una persona incredibile se solo si pensa al libro che ha scritto con Fidel Castro -, e Juan Gelman, un poeta di fronte al quale mi inchino. Non solo un poeta, a dire il vero". Si riferisce alla sua vicenda umana? "Sì. Pensi quale significato può avere la ricerca di una nipote scomparsa il giorno della sua nascita, come tanti desaparecidos. A Gelman, infatti, i militari hanno rapito e ucciso il figlio e la giovane nuora, incinta di 8 mesi e mezzo, dopo che aveva partorito una bambina. La neonata è poi stata adottata, ma Juan l'ha trovata dopo 23 anni di disperata ricerca. Una "ripresa" che, paradossalmente, è stata ed è ancora molto difficile perché realizzare il dramma, il dolore e perdere praticamente la propria identità sono sofferenze indicibili e occorrono molte forze per curarle. Ciò detto, va sottolineato che Gelman riceve il premio come grande letterato. E' un onore che lo abbia accettato". Lei si occupa anche della fondazione Guillén, impegnata su più fronti. "Il mio è un lavoro molto impegnativo. A Cuba, organizzo eventi (una volta, mi è capitato di organizzarne uno che coinvolgeva 600 persone), ma la fondazione lavora in tutta l'Europa e anche con il Giappone. Per fortuna, c'è un fatto che agevola il mio lavoro e quello dei miei collaboratori: il nome di Nicolás Guillén fa sì che tutti accettino di collaborare e aderiscano, con entusiasmo, in nome della sua memoria. In passato, è accaduto con Rafael Alberti, uno dei massimi poeti del Novecento, e Roberto Fernandez Retamar. In Spagna, Guillén conobbe anche Antonio Machado, Federico García Lorca, Octavio Paz e Pablo Neruda, che lo stimarono tutti. Anche in Italia la sua poesia e il suo impegno erano noti e riconosciuti, tanto che nel 1972 vinse il Premio Viareggio". Quindi, l'eredità di Nicolás Guillén non è imposta ma sentita? "Sì, nella maniera più assoluta. Sono onorato di essere l'erede di Nicolas Guillén, ma soprattutto sono impegnato ad esserne l'erede morale".
e. bag.